Va confermata la condanna a 30 anni di reclusione inflitta nei giudizi di merito a Manuel Foffo, accusato, insieme con l’amico Marco Prato (morto suicida in carcere), dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto nel marzo del 2016 in un appartamento al quartiere Collatino di Roma durante un festino a base di alcol e droga.

Lo ha chiesto il sostituto pg di Cassazione Simone Perelli davanti ai giudici della prima sezione penale della Suprema Corte, chiamati a decidere se accogliere o meno il ricorso presentato dalla difesa di Foffo contro la sentenza di condanna emessa in appello il 10 luglio 2017. La Corte d’assise d’appello di Roma aveva condannato Foffo per omicidio volontario aggravato, confermando la sentenza di primo grado, emessa al termine di un processo con rito abbreviato. Per il pg, il ricorso di Foffo va dichiarato inammissibile.
 Foffo risponde dell’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. E in primo grado era stato condannato alla stessa pena al termine del rito abbreviato dal gip di Roma il 21 febbraio 2017. Della morte di Varani era accusato anche Marco Prato, morto poi suicida in carcere il giorno prima dell’inizio del processo. Varani fu ucciso con 30 tra coltellate e martellate nel corso di un festino: secondo l’accusa e la sentenza d’appello Foffo e Prato contattarono la vittima, un loro conoscente, con l’intento “fare del male”, lo stordirono con alcol e farmaci e lo aggredirono con coltelli e martello.

 “Manuel Foffo era affetto da un disturbo di personalità moderato, la risonanza magnetica evidenzia i danni propri di una persona dipendente dalle sostanze stupefacenti. Non era capace di dire di no, succube di Marco Prato, e non avrebbe commesso ciò che ha fatto se se ne fosse reso conto”. Così i legali di Manuel Foffo, Itana Crialesi e Giammarco Conca, nell’aula della Corte di Cassazione dove è in corso l’ultimo atto del processo per l’omicidio di Luca Varani. “Appena ha riacquistato la lucidità ha confessato – hanno aggiunto gli avvocati – contribuendo a far scoprire il cadavere della vittima che nessuno ha cercato”


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