MAUI (Hawaii) – Dopo il primo giorno dedicato ai tempi e alle prospettive del 5G, lo Snapdragon Technology Summit di Qualcomm ha acceso i riflettori sul nuovo SoC (system on a chip) Snapdragon 855. La notizia più interessante è che il primo dispositivo top di gamma che lo monterà sarà il prossimo smartphone dei cinesi di OnePlus, cioè il successore del 6T. Ad annunciarlo, sul palco della conferenza hawaiana, è stato niente meno che il grande capo nonché fondatore del gruppo, il 43enne Pete Lau. Il modello OnePlus 7, o come si chiamerà, arriverà anzitutto nel Regno Unito, grazie a un accordo con l’operatore EE di British Telecom. Sarà, di fatto, il primo prodotto lanciato sul mercato europeo abilitato a collegarsi alle reti superveloci di nuova generazione (nello specifico a Londra, Cardiff, Edimburgo, Belfast, Birmingham e Manchester).

OnePlus 7, ecco il primo smartphone con processore Snapdragon 855

Pete Lau, di OnePlus, sul palco

Considerando che OnePlus presenta un nuovo smartphone ogni sei mesi e che l’ultimo è arrivato il 30 ottobre, le tempistiche suggerirebbero il prossimo aprile. Ma considerato che al Mobile World Congress di Barcellona si vedranno altri dispositivi Android con lo Snapdragon 855, su tutti la versione europea del nuovo Samsung Galaxy S10, c’è da aspettarsi una più rapida del nuovo flagship phone del gruppo. Magari già fra gennaio e febbraio.
 
Quanto ai dettagli tecnici, oltre al modem x50 5G lo Snapdragon 855 – frutto di un processo produttivo a 7 nanometri, dunque sempre più sottile – integrerà un modem 4G LTE in grado di toccare 2 Gbps e un nuovo modulo Wi-Fi pronto per supportare lo standard 6 e connettività 60 GHz. Considerando il modem 5G le possibilità saranno dunque molteplici: agganciare il dispositivo alle reti 5G a onde millimetriche, a quelle sotto i 6 GHz o, appunto, al 4G attuale. Questo, ovviamente, per non compromettere l’uso del nuovo microchip sui prossimi smartphone in arrivo nel primo semestre 2019 anche nei mercati in cui le reti non sono pronte (come quello italiano, ancora indietro nonostante i molti test degli ultimi mesi).

OnePlus 7, ecco il primo smartphone con processore Snapdragon 855

La Cpu è più rapida del 45%, la Gpu grafica Adreno 640 del 20% rispetto alla precedente generazione. In questo secondo caso, il supporto al gaming su mobile non dovrebbe temere concorrenti e compie un salto notevole anche rispetto allo Snapdragon 845. L’architettura della Cpu Kryo 485, cioè l’unità di elaborazione centrale del chip, è octa-core organizzata in tre gruppi: quattro nuclei fino a 1,80 GHz, tre fino a 2,42 GHz e uno, per mettere il turbo, a 2,84 GHz. Tutto questo serve ad aumentare l’efficienza e la rapidità di quel che si fa col telefono, dalle applicazioni al fotoritocco.
 
Hexagon 690 è invece il nuovo processore di segnale digitale, la componente del microchip che si occupa di elaborare tutto ciò che il dispositivo acquisisce dal mondo circostante e che digitalizza: dunque la parte vocale, ambientale ma anche la grafica, foto e video, ed è di fatto anche la casa del machine learning, cioè dei processi che rendono possibile le soluzioni di intelligenza artificiale sugli smartphone e la realtà aumentata. Anche se all’AI, su Snapdragon 855, contribuiscono all’unisono anche la Cpu e il processore grafico con 7mila miliardi di operazioni al secondo.
 
Conclude il microchip il rinnovato Spectra 380, il co-processore d’immagini quattro volte più rapido del predecessore che supporta anche il nuovo formato per le immagini Heif (High efficientcy image format), destinato a rimpiazzare lo storico Jpeg. Qualche esempio di ciò che potrà consentirci di fare con gli smartphone dei prossimi mesi? Snapdragon 855 darà la possibilità di realizzare video in 4K Hdr in modalità ritratto oppure di segmentare e rimpiazzare oggetti nelle foto in tempo reale, cambiando lo sfondo. O ancora in un video – catturato magari in 4K con un milione di sfumature di colore – bloccare una porzione dell’inquadratura e lasciarne riprodurre un’altra. Spectra 380 supporta lo standard Hdr10+, che così sbarca per la prima volta su smartphone. Ovviamente ciascun produttore, tramite i suoi sistemi operativi, sceglierà se e in che modo sfruttare le opportunità offerte da questo potente “motore” firmato Qualcomm.

Ultima tappa, i videogiochi su mobile. Un giro d’affari da 70 miliardi di dollari, la metà dell’intera torta del gaming. Basti pensare che solo in Cina i giocatori su telefono sono 586 milioni o a fenomeni come Candy Crush, Fortnite o Honor of Kings. A questo mondo Snapdragon 855 offre la soluzione Elite Gaming: il chip supporta la library grafica 2D e 3D Vulkan 1.1, l’Hdr rendering e nuove prestazioni in termini di compressione ed elaborazione che consentiranno caricamenti più rapidi, effetti di profondità, gioco online e in realtà aumentata. Un immenso arsenale di opportunità a disposizione di produttori e sviluppatori. Anche sotto il profilo dell’intrattenimento multimediale arrivano su Snapdragon 855 gli standard aptX Adaptive (bassa latenza, alta qualità audio) e una serie di altre soluzioni, proprietari e no (come Dolby Vision e il già citato Hdr10+), che promettono di trasformare i nostri smartphone in cinema tascabili. Più di quanto già non siano.


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/tecnologia/rss2.0.xml