C’è un neonato di sei mesi a bordo e il tempo tende a tempesta. Dopo aver inutilmente chiesto un porto a Malta la Alan Kurdi, la nave della Ong tedesca Seaeye, punta verso Lampedusa. L’ultimo tracciato la dà a 36 miglia dall’isola.
Si profila dunque l’ennesimo braccio di ferro tra una nave umanitaria e il governo italiano. Già ieri, quando aveva avuto notizia del soccorso operato in zona Sar libica, il ministro dell’Interno matteo Salvini aveva detto: ” Nave battente bandiera tedesca, Ong tedesca, armatore tedesco e capitano di Amburgo. E’ intervenuta in acque libiche e chiede un porto sicuro. Bene,vada ad Amburgo”.

L’allerta era scattata ieri mattina su segnalazione di Alarm Phone, il servizio telefonico che fornisce ai migranti un numero da chiamare in caso di difficoltà. Aveva ricevuto una telefonata da un’imbarcazione che si trovava al largo di Zuwarah a bordo della quale i migranti segnalavano la presenza di 10 donne, 5 bambini e un neonato.

“La Alan Kurdi sta cercando un rifugio sicuro per 64 persone salvate.
Sta piovendo. Il vento diventa più forte. Il capitano ha deciso di portare tutte le persone sottocoperta”, ha fatto sapere poco fa la ong Sea Eye in un tweet. “Siamo in stretto contatto – spiega l’organizzazione – con il ministero degli Esteri tedesco e speriamo in una soluzione rapida”.
 


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