NEW YORK – Nei prossimi decenni fino a un milione di specie vegetali ed animali è a rischio estinzione a causa delle attività umane. L’allarme arriva dalle Nazioni Unite in un rapporto stilato dal gruppo di esperti sulla biodiversità. Su 8 milioni di specie presenti sulla Terra, 1/8 è destinato a scomparire innanzitutto come conseguenza dell’urbanizzazione, dei metodi di sfruttamento delle terre e delle risorse naturali – foreste, miniere, agricoltura intensiva, caccia e pesca – oltre che dell’uso di pesticidi, della crescita di specie invasive e dell’inquinamento. Tra le altre cause, tuttavia meno influenti rispetto alla mano dell’uomo, ci sono anche i cambiamenti climatici. Finora le attività antropiche hanno già “alterato gravemente tre quarti delle superfici terrestri, il 40 per cento degli ecosistemi marini e la metà di quelli di acqua dolce” avverte il rapporto Onu.

Il rapporto è di una cruciale importanza: si tratta della prima valutazione globale sulla biodiversità da circa 15 anni, frutto di uno studio gigantesco, di circa 1.800 pagine, sul quale per 3 anni hanno lavorato 150 esperti provenienti da 50 nazioni. Nel documento riassuntivo già in circolazione, si legge dell’esistenza di diverse “prove indipendenti che segnalano un’accelerazione rapida e imminente del tasso di estinzione delle specie”, con un rischio compreso da 500 mila e 1 milione.

Un quadro cupo sul futuro dell’ecosistema ancora considerato “provvisorio” dai ricercatori dell’Onu, che hanno ottenuto queste stime incrociando numerosi studi e rapporti sulle varie specie animali, in particolare i vertebrati. Ricerche approfondite sugli insetti rivelano che il 40% della popolazione è in declino. Ambiente: Onu, un milione specie a rischio estinzione causa uomo.

Questo rapporto dell’Onu, ad oggi presentato come una bozza, sarà al centro di una riunione della Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi (Ipbes), che si terrà a Parigi dal 29 aprile al 4 maggio. Alla riunione sarà presentato solo un riassunto che verrà discusso parola per parola per poi essere approvato dai 130 paesi membri dell’organizzazione. Nella capitale francese gli esperti Onu sulla biodiversità dovranno anche convincere i governanti dell’urgenza della situazione e della necessità di adottare misure concrete per arginare la scomparsa di numerose specie.

Gli scienziati avvertono anche che la scomparsa della biodiversità avrà un impatto diretto su ciascuno di noi: dal cibo all’energia fino alla produzione di farmaci. “La quantità di elementi della natura che sfruttiamo a vario titolo è immensa. Ed è fondamentale per l’esistenza e la prosperità della vita umana. Anche perché la maggior parte di tali materie prime non è sostituibile”, precisa il rapporto. Tra gli esempi concreti citati, la dipendenza dal legno per la produzione di energia per più di due miliardi di persone, le medicine naturali che ne curano 4 miliardi e la necessaria impollinazione del 75% delle colture da parte degli insetti, specie maggiormente a rischio estinzione. Alla luce di questi dati numerosi scienziati affermano che la Terra è all’inizio della sesta estinzione di massa della sua storia, ma la prima attribuita all’uomo e alle sue attività. Negli ultimi secoli per mano dell’uomo sono già scomparse 680 specie di vertebrati.


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