Il sequestro della Open Arms è stato convalidato, ma il gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto ha disposto la restituzione della nave della Ong spagnola. Il magistrato ha scritto: “Non sussistono, dopo l’evacuazione e il soccorso dei migranti, esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all’organizzazione e all’equipaggio alcuna responsabilità”. Parole del tutto liberatorie per l’organizzazione non governativa protagonista di uno degli ultimi salvataggi al largo di Lampedusa. Parole, invece, pesanti per chi ha tenuto i cento migranti per venti giorni in mare.

Il giudice scrive infatti che “sussiste il fumus del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”. Il magistrato rileva “analogie con la cosiddetta vicenda Diciotti” (per cui il titolare del Viminale Matteo Salvini finì sotto inchiesta, ma poi prosciolto dal tribunale dei ministri di Catania) e precisa che in questo caso “è stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”.

Un provvedimento che potrebbe far scattare presto delle iscrizioni nel fasciolo, al momento contro ignoti, aperto dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio dall’aggiunto Salvatore Vella. L’ipotesi di reato è quella di omissione di atti d’ufficio, proprio per il mancato rispetto del provvedimento del tribunale amministrativo regionale, che aveva accolto l’istanza dei legali di Open Arms. Il sequestro della nave era poi scattato per le gravissime condizioni in cui si trovavano i migranti a bordo della nave dopo tanti giorni fermi al largo di Lampedusa. Una situazione al limite che il gip di Agrigento ribadisce con queste parole: “Erano presenti a bordo ancora un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica”.

“In quel momento – è scritto ancora nel provvedimento – sussisteva l’urgenza di provvedere, giustificativa della indifferibile adozione del sequestro da parte del pubblico ministero, avuto riguardo alle condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo emerse in esito all’ispezione del 20 agosto e compiutamente descritte dai consulenti tecnici nelle loro anticipazioni”. Dopo quel provvidenziale sequestro, la Open Arms potè finalmente approdare al porto di Lampedusa.


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