A bordo della Open Arms, nave della ong spagnola Proactiva, ora ci sono 123 persone. Nella notte, infatti, Open Arms ha salvato nelle acque del Mediterraneo “altre 68 persone con segni evidenti delle torture subite in Libia. Due bimbi, due donne in stato di gravidanza, una di 9 mesi con contrazioni”.

È la stessa ong a riferire del nuovo soccorso con un tweet, specificando perciò che ora a bordo ci sono oltre cento persone, visto che ieri la ong aveva portato a bordo 52 migranti, soccorsi al largo della Libia.

Come già aveva fatto ieri il fondatore della ong catalana Oscar Camps, la ong lancia un appello: “Ora abbiamo bisogno di un porto sicuro per farle sbarcare”. Intanto la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, si trova sempre a poche miglia da Lampedusa, in attesa di sapere dove potrà sbarcare i migranti soccorsi mercoledì al largo della Libia.

La Germania si è detta disposta ad accogliere le 30 persone sbarcate dalla Gregoretti che si era impegnata ad accogliere soltanto se l’Italia farà sbarcare i 40 migranti soccorsi dalla nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea eye, ma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, anche questa mattina ha parlato di “ricatto” da parte della Ue: “La verità
vera – sostiene – è che noi abbiamo dovuto organizzarci da soli. Poi mi arrivano lettere come quella della Ue che mi dicono che prendono alcuni immigrati solo se ne faccio sbarcare altri”.


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