ROMA – “Peccato, abbiamo perso 2 punti. Era una grande occasione per noi, potevamo staccare la Roma”. Le parole di Çalhanoglu alla tv turca sono la migliore dimostrazione del passo in avanti mentale del Milan nel suo inizio di 2019. I giocatori non hanno più alcuna paura dei grandi appuntamenti e ormai vivono risultati come l’1-1 in casa della Roma non più tanto come lo scampato pericolo per un prezioso punto strappato a una diretta concorrente per la qualificazione alla Champions, quanto proprio come un’occasione perduta per fuggire verso il quarto posto. Oltretutto le difficoltà imprevedibili dell’Inter hanno avvicinato il terzo posto, allargando il gruppo delle concorrenti alla coppa più importante. Restano 16 giornate tutte da giocare.

L’EQUILIBRIO DI GATTUSO

E’ con questa consapevolezza che il Milan si prepara ad affrontare i mesi decisivi della sua stagione. Gattuso appare un allenatore sempre più al centro del progetto e capace di proteggere la squadra dalle tensioni esterne: nello stesso stadio dove lo scorso 25 novembre, dopo un altro 1-1 (con la Lazio), il ministro Salvini ne criticò le scelte dietro il paravento del tifo milanista, l’allenatore può rispondere con un’alzata di spalle che non è presunzione, ma consapevolezza della forza del lavoro. Alle critiche tattiche del potente di turno – è stato così anche con Berlusconi – si risponde con i fatti. L’equilibrio di Gattuso anche nelle dichiarazioni lo rende ormai non soltanto il collante tecnico e tattico della squadra, ma anche l’uomo capace di sdrammatizzare le situazioni più complicate: un punto di riferimento evidente per squadra e società.

POLEMICHE VIETATE

La percezione della maturità di Gattuso va ben oltre i cancelli di Milanello. Demetrio Albertini, neo presidente del settore tecnico della Figc, gli ha riconosciuto in un’intervista a Raisport il merito di essere diventato un allenatore a tutto tondo. “La sua personalità è diversa rispetto a quando era calciatore, più impulsivo: ha raggiunto un grande equilibrio e lo sta trasmettendo alla squadra”. La prova è che ad esempio abbia smorzato le polemiche per il rigore non concesso da Maresca (“in campo ci è sembrato evidente”, ha detto a nome della squadra Calabria) per il contrasto di Kolarov su Suso nell’area della Roma: “Se l’arbitro ha deciso così, va bene così”, ha chiosato l’allenatore, memore anche della recente squalifica per le proteste dopo la partita con la Juventus nella finale di Supercoppa italiana a Gedda. Gattuso non ha avuto difficoltà a riconoscere come la Roma, in alcune fasi della partita, abbia chiuso il Milan in area, e non ha attizzato il fuoco sull’altro episodio discusso, la mancata espulsione di Pellegrini per doppia ammonizione. Per lo sprint verso la Champions servono anche i nervi saldi e l’allenatore sa che il suo esempio è fondamentale, soprattutto ora che l’età media della squadra si è abbassata con l’addio di Higuain.

DIFESA BLINDATA

Prendere in considerazione le ultime 10 partite come arco temporale per valutare il rendimento difensivo ormai consolidato è opportuno: si tratta di un periodo congruo per valutare un dato certo non casuale. All’Olimpico le parate di Donnarumma e il palo hanno aiutato il Milan, ma i numeri non mentono. Nelle ultime 10 giornate di campionato – dopo la sconfitta con la Juventus, la famosa notte dell’espulsione e del rigore sbagliato con cui Higuain iniziò  ad allontanarsi dalla squadra – i gol incassati sono stati soltanto 5, segno evidente che l’impermeabilità difensiva è diventata la risorsa principale della squadra. Eppure, nel primo periodo, Gattuso si è trovato a dover fare fronte a un’emergenza quasi assurda: per 2 mesi ha avuto non meno di 6-7 titolari assenti a partita. Proprio in questa fase ha trovato soluzioni alternative e sperimentato la duttilità di alcuni giocatori (Bakayoko su tutti), che gli hanno permesso appunto di consolidare la forza difensiva. Con la dolorosa eccezione del 3-1 del Pireo con l’Olympiacos in Europa League e aggiungendo alla statistica la Coppa Italia con Sampdoria e Napoli, in ben 7 occasioni su 12  la porta è rimasta inviolata.

PIATEK-PAQUETÀ OK

Si tratta di numeri significativi soprattutto perché adesso il Milan, ritrovando gli infortunati (Biglia, Caldara e Strinic, l’unica assenza che si protrarrà per tutta la stagione è quella di Bonaventura), può permettersi di alternare più giocatori negli stessi ruoli, con evidente beneficio per la condizione atletica della squadra e per le varianti tattiche a partita in corso. Il prossimo obiettivo è che all’impermeabilità difensiva si accompagni un alto rendimento offensivo. In questo senso  l’innesto a gennaio di Paquetà e di Piatek ha sicuramente aumentato l’impatto in zona tiro. Il mercato di Leonardo e Maldini è stato valorizzato. Il gol alla Roma è stato confezionato dai neoacquisti di gennaio. E il centravanti polacco, segnando anche in campionato  alla prima vera occasione che gli è capitata, ha confermato che il suo arrivo può davvero cambiare in meglio la stagione milanista.

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Mario Calabresi
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