“Lo dico subito, e lo dico da appassionato di surf: non è paragonabile all’esperienza in mare, perché naturalmente è un contesto diverso. Ma è un’onda che si può modulare in vari modi, perfetta per chi intende imparare a fare surf o per chi è già esperto e vuole allenarsi in manovre particolari. C’è voluto tanto impegno per portare un’onda artificiale in Italia e ora finalmente siamo pronti a partire”, spiega Vanoli.

Nel mondo le wave pool esistono da più di quarant’anni. Negli anni Settanta e Ottanta in America diverse piscine con onde artificiali, sia per il divertimento dei bagnanti sia per i surfisti, sono state costruite in Florida, Arizona, Texas e California. Oggi diversi Paesi ne ospitano una, dal Wavegarden in Spagna ai parchi con onde in Malesia o Australia, sino all’onda creata dal famoso campione di surf Kelly Slater. La comunità dei surfisti è spesso divisa su queste strutture: chi non le adora dato che snaturano l’essenza dell’esperienza sportiva in mare e chi invece le apprezza poiché forniscono la possibilità di allenarsi tutto l’anno. “Chi fa surf, ma anche chi è semplicemente interessato – dice Vanoli a Repubblica – sa bene che si tratta di un’onda artificiale, costante e controllata, qualcosa di completamente diverso dal mare. Il bello è che però non devi aspettare le condizioni, qui puoi avere sempre un’onda pronta da cavalcare tutto l’anno e per qualunque livello di esperienza”.

Ora si può surfare anche a Milano. Apre la prima "wave pool" d'Italia

Dopo anni di discussioni su un possibile wave park nella zona di Roma, tentativi di crowdfunding e varie operazioni per avere una piscina dove poter surfare anche in Italia, finalmente a Milano – all’interno dell’Idroscalo – dai prossimi giorni si potrà dunque fare surf dopo il lavoro o dopo la scuola, ad appena trenta minuti dalla Madonnina. La wave pool sarà presentata ufficialmente il 21 giugno e dal 22 aprirà i battenti: per potersi tuffare nel mare di Milano e cavalcare un’onda al momento è necessario prenotare sul sito di Wakeparadise. La struttura, larga 24 metri, è stata realizzata in sei mesi ed è costata 1,5 milioni di euro e l’onda artificiale ampia dieci metri sarà variabile per dimensione e ripidità. “Offriamo tre tipi di sessioni: un’onda per principianti, una avanzata e una per pro. Ogni sessione dura circa un’ora e il prezzo sarà di 45 euro, ma con la formula dell’abbonamento il costo si abbassa. Per surfare bisognerà tesserarsi”. 

Lo scopo della società sportiva è infatti anche quello di avvicinare tanti giovani al surf. Anche coloro che magari vivono nel Nord Italia e hanno difficoltà a raggiungere quei pochi spot in Liguria, Toscana, oppure nell’Adriatico, dove è possibile fare surf ma è comunque necessario che ci siano le condizioni ideali di vento e onde. Alla wave pool si potrà accedere con la propria tavola (qualsiasi tipo è consentito, ndr) oppure noleggiarne una sempre all’Idroscalo e per i “beginners” c’è la possibilità di affidarsi a un istruttore qualificato. Infine, ma non da meno, i responsabili della struttura ricordano che l’intero parco avrà una particolare attenzione all’ambiente, sarà plastic-free e l’onda verrà  generata da un impianto da 500 kilowattora che usa energia “totalmente green e proveniente da fonti rinnovabili”. Comunque la si voglia vedere, per dirla in gergo da surfista, i giorni di “piatta” sono finiti.


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