PADOVA – Butta la stelletta di sceriffo e appunta al petto la fogliolina verde di guardia ecologica. Il piglio è lo stesso da “tolleranza zero” che caratterizza molti amministratori di ispirazione leghista. Ma stavolta gli sbarchi sulle coste della Sicilia non c’entrano. Se c’è una cosa che manda in bestia Cesare Mason, sindaco di Piombino Dese, 9 mila anime a nord di Padova, è l’abbandono dei rifiuti per strada. L’altro giorno ha individuato uno di questi furbi e si è presentato a casa sua con il sacco nero in mano. “Buonasera, sono il sindaco di Piombino Dese. Sono venuto a restituirle il sacchetto di immondizia che ha dimenticato lungo la strada Castellana”. Roba da non credere. Ci credono, invece, i suoi concittadini che lo conoscono da tempo. “Si figuri che vent’anni fa sono stato io, da assessore all’Ambiente, il primo della provincia a introdurre la raccolta differenziata spinta”, dice pieno di orgoglio.

Ecco, il pallino di Cesare Mason sindaco è l’asporto rifiuti. La gente lo sa e quindi lo asseconda con soffiate micidiali. “Alcuni bravi ragazzi del paese hanno visto l’auto fermarsi. È scesa una donna e ha buttato il sacco di spazzatura nel fosso”, racconta indignato il primo cittadino, eletto un anno e mezzo fa con una lista civica. E lui, ligio, ha annotato il numero di targa per far fare l’accertamento al vigile del paese. Bingo. Nome, cognome e indirizzo. Una donna di Resana, altro piccolo Comune della confinante provincia di Treviso. Il sindaco ha caricato il sacco nel bagagliaio della sua Fiat Idea e si è messo in viaggio, digitando sul navigatore il domicilio della donna in questione che ora rischia una multa dai 60 ai 1.200 euro. “Non sarò tenero. Mi ci rifaccio l’asfalto con l’inciviltà di questi personaggi”. Tradotto: con l’incasso delle sanzioni riasfalto le strade del paese.

Da queste parti funziona così. Quando un cassonetto è pieno da più di un giorno la gente chiama per lamentarsi e il Comune risponde mandando subito il netturbino.
“Ogni 15 giorni io devo far lavorare tre giorni di fila il mio spazzino per raccogliere tutta questa sporcizia. A fine anno è un costo che incide non poco nelle casse”. Sempre per questo motivo Mason sta studiando una nuova diavoleria in grado di stanare i furbi: le fototrappole. Piccole telecamere negli angoli bui del paese per immortalare le targhe dei trasgressori. “Tempi duri per tutti loro”, promette.


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