ROMA – Luca Palamara, dopo le accuse di corruzione, ha deciso di autosospendersi dell’Anm. Lo scrive lui stesso in una lettera inviata al presidente dell’Associazione nazionale magistrati Pasquale Grasso. “Sono certo di chiarire i fatti che mi vengono contestati – scrive Palamara – il mio intendimento ora è quello recuperare la dignità e l’onore e di concentrarmi esclusivamente sulla difesa nel processo di fronte a tali infamanti accuse. Per tali ragioni mi assumo la responsabilità di auto sospendermi dal mio ruolo di associato con effetto immediato. Sono però sicuro – conclude il pm di Roma, che ha guidato l’Anm dal 2007 al 2012 – che il tempo è galantuomo e riuscirà a ristabilire il reale accadimento dei fatti”.

Da parte sua la corrente della magistratura Unicost, Unità per la Costituzione, se al termine dell’inchiesta di Perugia dovesse aver luogo un processo, “si ritiene parte lesa, sicchè sin da oggi ci riserviamo, in caso di successivo processo, la costituzione di parte civile a tutela dell’immagine del gruppo, gravemente lesa”. Lo annuncia il presidente Mariano Sciacca.

Intanto, in una nota, i consiglieri del Csm Corrado Cartoni e Antonio Lepre, di Magistratura indipendente, i cui nomi sono stati riportati da alcuni giornali in quanto avrebbero partecipato a incontri con esponenti politici per discutere della nomina del procuratore di Roma, si difendono:
“Il nostro comportamento è sempre stato improntato alla massima correttezza. Non siamo mai stati condizionati da nessuno. Marcello Viola è il miglior candidato alla procura di Roma e solo ed esclusivamente per questo lo sosteniamo”.

 


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