PARMA – Il Parma ha scoperto la ricetta per portare a casa punti preziosi con le dirette concorrenti: lasciar giocare gli avversari, affidarsi al contropiede velenoso dei suoi velocisti e ringraziare la buona sorte che nel calcio è sempre un alleato prezioso. Se una settimana fa al Tardini la ricetta aveva funzionato col Cagliari, stavolta la squadra di D’Aversa la benedice anche con l’Empoli, contro cui trova una vittoria pesantissima aggiudicandosi lo scontro salvezza. E ritrovandosi così in alto in classifica che adesso la zona Champions dista soltanto tre punti.

Ma è ovvio che si tratta di un piccolo miraggio frutto di una stagione un po’ anomala che è ancora all’inizio, meno ovvio era invece avere la meglio di un Empoli che pochi giorni fa aveva fermato sul pareggio perfino il Milan. Ed è curioso pensare che a fare la partita siano stati proprio i toscani, più eleganti nella manovra, più propensi alla conclusione e alle verticalizzazioni. In effetti i primi venti minuti sono segnati da un dominio pressoché assoluto della truppa di Andreazzoli, che staziona fissa nella metà campo del Parma ma non riesce a creare nessun pericolo per Sepe. Quando inquadrano la porta dei ducali, i ragazzi con la maglietta azzurra sono pure sfortunati perché prendono due pali clamorosi.

CI PENSA GERVINHO – Il Parma se ne frega dell’estetica e sceglie di giocare saggiamente di rimessa, lasciando il possesso palla all’Empoli e cercando di ripartire a tutta velocità con i propri velocisti. E così, per paradosso, la prima occasione è proprio dei ducali: al 18′ Barillà, dalla distanza, obbliga Terracciano a una difficile parata in angolo. Alla mezz’ora ecco il vantaggio dei padroni di casa: Barillà si costruisce un’azione offensiva tutta sua, si fa 30 metri palla al piede, serve Gervinho che da posizione defilata traccia un diagonale rasoterra che s’infila sotto le gambe di Terracciano.

La reazione dell’Empoli, che si ritrova beffato dopo un avvio coraggioso, non si fa attendere: nel finale del primo tempo Zajc calcia a colpo sicuro col piatto destro, ma il tiro sbatte sul palo. Evidentemente lo sloveno ha un conto aperto con la sfortuna perché in questo inizio di stagione ha già collezionato cinque legni.

LA RIPRESA – Nella ripresa, D’Aversa prima lascia negli spogliatoi Dimarco, giustiziere dell’Inter a San Siro, e dopo cinque minuti deve rinunciare anche a Gervinho che accusa un fastidio alla coscia. Costretto a fare a meno del suo unico punto di riferimento offensivo, il Parma capisce che è il caso di farsi vedere ancora meno in avanti pur di difendere il gol del vantaggio. E così, se i ducali non escono più dal loro guscio, l’Empoli si ritrova a dover prendere l’iniziativa a ogni azione, guadagnando terreno e schiacciando gli avversari nella propria area di rigore.

Alla fine, però, con un pizzo di fortuna il muro di D’Aversa tiene: il tecnico mette dentro Gazzola e passa alla difesa a cinque. Più delle barricate, però si rivelano decisivi il palo colpito di tacco da Caputo e la super parata di Sepe che nel finale sbarra la strada a La Gumina. E così, in barba a qualsiasi meritocrazia, il Parma si gode i 3 punti che lo proiettano nelle zone alte della classifica, mentre la squadra di Andreazzoli torna a casa con una buona prestazione ma con zero punti in cascina.

 


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