Le proteste dei pastori sardi, che lamentano un prezzo troppo basso per il latte ovino e caprino, non si fermano e per gli autori dei blocchi stradali e dello sversamento del latte scattano le prime denunce. Dopo le manifestazioni clamorose di sabato, che hanno avuto visibilità nazionale grazie al coinvolgimento dei giocatori del Cagliari calcio, per oggi i pastori hanno annunciato altre iniziative e blocchi del traffico.

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Gli inquirenti stanno visionando i numerosi filmati delle azioni di protesta postati sui social, soprattutto quando le manifestazioni hanno riguardato il blocco di cisterne e la distruzione di latte già confezionato. Durante i blocchi dei pastori di sabato a Ortacesus e Senorbì (nel Sud Sardegna) di fronte ai cancelli dell’azienda casearia “Serra” di Ortacesus sono stati sversati 4mila e 7mila litri di latte ovino. I carabinieri hanno individuato cinque responsabili che verranno denunciati per danneggiamento e violenza privata. Si tratta di due fratelli di Ortacesus di 23 e 22 anni M.A. e P.A., un altro giovane di 23 anni di Ortacesus E.P., tutti disoccupati e due allevatori di Senorbi L.S. e G.S. di 23 e 54 anni.

Sabato le azioni di protesta sono proseguite fino a tarda sera, quando intorno alle 19, sulla maggiore arteria stradale sarda, la 131, una cisterna di latte diretta all’imbarco di Porto Torres è stata bloccata al bivio per Thiesi. Proprio a Thiesi, dove si trova il caseificio Pinna, una delle maggiori aziende di trasformazione del latte in Sardegna, in mattinata c’erano stati atti di vandalismo. Sulla 131 ieri sera una sessantina di manifestanti hanno dunque bloccato l’autocisterna e buttato il suo carico per strada. 

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Nonostante le conseguenze giudiziarie, però, quanto pubblicato ieri sul profilo social del Movimento pastori sardi non lascia dubbi sulla determinazione di portare avanti le proteste: “Nelle strade non c’è il Movimento Pastori Sardi – si legge infatti in un post su Facebook – ma tutti i pastori uniti della Sardegna che non rispondono a questa o a quella sigla, a questo o a quel partito, con un unico grande obiettivo: ridare dignità al nostro lavoro, ritornare ad essere padroni del nostro prodotto. Non ci saranno sconti per nessuno, pretendiamo la serenità delle nostre campagne e per questo, anche con dolore, lasciamo a casa gli scrupoli e continuiamo a perseguire un sogno che ha sapore di dignità e libertà”.

Numerose le sollecitazioni ad unirsi alle proteste del Movimento. I pastori chiedono un aumento del prezzo del latte (ora pagato circa 55 centesimo al litro, la richiesta è di un euro minimo) e sottolineano anche l’acquisto da parte di aziende sarde di materia prima comunitaria, usata poi per fare formaggi a marchio sardo. Da più parti si chiede infatti un maggiore controllo sulle dop.

La protesta dei pastori si innesta in un momento politico delicato, poiché in Sardegna il prossimo 24 febbraio si terrano le elezioni regionali. Secondo quanto riporta La Nuova Sardegna, a Pattada, in provincia di Sassari, invece di sversare il latte circa 250 persone sono andate in municipio e hanno restituito le tessere elettorali, per protestare contro la Regione, indicata come una delle maggiori responsabili del crollo del prezzo del latte.

 

 


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