Maschi che piangono, maschi che aiutano in cucina, maschi che guadagnano meno. Non è l’ultima rivendicazione femminista, ma una campagna del comune di Trieste contro gli stereotipi di genere presentata ieri e che presto invaderà la città, viaggiando sul retro e suille fiancate dei mezzi pubblici. La campagna è stata realizzata dall’assessorato alle pari opportunità del Comune in collaborazione con l’Ordine degli psicologi del Friuli Venezia Giulia.

Gli slogan sono semplici e chiari e anche le immagini di effetto. C’è un bambino che piange sulla spalla del papà, con il fumetto accanto “sii coraggioso e piangi” e la  scritta sotto rivendica la libertà di emozionarsi.

Perché un maschio non può piangere? Ecco la campagna contro gli stereotipi

C’è un uomo dallo sguardo perplesso e la voce nella nuvoletta recita “ti piacerebbe lavorare di più e guadagnare di meno?” e una dida ci avverte che le donne italiane, a parità di mansioni, prendono il 30% in meno degli uomini.

Perché un maschio non può piangere? Ecco la campagna contro gli stereotipi

E poi ci sono lei e lui in cucina: qui si parla di mansioni domestiche.
L’obiettivo della campagna è far passare un messaggio chiaro e veloce (la durata di un passaggio dell’autobus) sulla differenza di salario, sul superlavoro femminile e le riserve indiane dei lavori in rosa e delle attività non considerate femminili e infine sulla nostra sfera psicologica, ricca e variegata nei deu sessi.


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
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