Una “metodica consolidata”, un sistema iniziato ormai tempo fa. I pm della procura di Perugia sono certi di aver colto con le loro indagini “lo spaccato di un sistema che va avanti da anni, dove ognuno sa cosa fare ed il fine che ciascuna procedura deve raggiungere”. La richiesta di misura cautelare avanzata al giudice per le indagini preliminari rimette insieme tutti i pezzi dell’inchiesta sui concorsi truccati, dove i vertici dell’azienda ospedaliera di Perugia e la politica, cioè il segretario Pd Bocci, ma anche la giunta, cioè l’assessore alla Salute Luca Barberini e secondo gli investigatori anche la governatrice Catiuscia Marini (che è stata denunciata), determinano i risultati delle selezioni per favorire gli amici. Del resto “l’obiettivo non è quello di individuare i più capaci a rivestire l’incarico pubblico, ma quello di ottenere di una sorta di equilibrio tra diverse sollecitazione provenienti, il più delle volte, da importanti esponenti politici della maggioranza regionale”.
Le intercettazioni giudicate interessanti, soprattutto quelle ambientali, sono tantissime ogni giorno e i massimi vertici dell’azienda ospedaliera “sembrano dediti quasi esclusivamente a svolgere tale attività manipolatrice di procedure”. La sanità pubblica perugina viene dipinta dalle intercettazioni come “un quadro avvilente di totale condizionamento agli interessi privatistici e alle logiche clientelari politiche”. La dirigenza sanitaria è totalmente asservita agli interessi di parte della locale classe politica. Il direttore generale dell’azienda, Emilio Duca, lo era ben consapevole dei rischi. “io posso ricevere un avviso di garanzia o essere arrestato per i concorsi e le gare – diceva – se io non mi occupo di queste due cose posso andare a spasso tutto il giorno”.

Il lavoro degli investigatori della Guardia di Finanza documenta, con foto, video e audio discussioni continue riguardanti i concorsi. “Io dopo fo un salto in consiglio”, dice Duca al suo direttore amministrativo Maurizio Valorosi. “Gli porto le domande sennò questo come fa?”. Sempre il direttore generale, rivolgendosi a Gabriella Carnio, componente di una commissione per un concorso di infermieri specifica: “I concorrenti di quella lista che ti avevo dato. Soprattutto quei 19 per il loro test ma anche quell’altro, hanno fatto tutti più o meno bene?”. Risposta: “Sì, li aiutiamo, facciamo i salti mortali”.


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