TRENTO – “C’è una corsa tra la capacità di gestire la conoscenza e l’avanzamento della tecnologia: dobbiamo avere una cultura capace di stare al passo”. Piero Angela ha compiuto 90 anni ma ha una lucidità di visione del mondo che poche persone hanno. Un mondo travolto dalla rivoluzione tecnologica, dai social, dalle interazioni on-internet che stravolgono i rapporti off-internet.

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“Abbiamo bisogno  – ha aggiunto il giornalista e scrittore – di un’informazione più ricca. Internet c’è, ma come lo stiamo usando? Per migliorare la qualità della vita dei cittadini? L’emotività finisce per mangiarsi l’informazione, così come la cultura, che ne sono succubi”.

Quanto agli studi, ha evidenziato poi come sia “finito il mondo in cui si arrivava alla laurea a stop, si era a posto per tutta la vita. Serve la capacità di essere flessibili – ha detto – e il nostro Paese è pieno di intelligenze, ma manca quella di sistema, cioè la capacità di valorizzarle”.

L’intervento di Piero Angela è in occasione della presentazione di un ciclo di lezioni in programma a Trento – dopo un avvio l’anno scorso a Torino e questo anche a Roma – per studenti delle scuole superiori e dell’università, dal titolo ‘Costruire il futuro’, promosso dalla Fbk (Fondazione Bruno Kessler), centro di ricerca trentino, e dall’Università di Trento, per cui erano presenti rispettivamente il presidente, Francesco Profumo, e il rettore, Paolo Collini: “Lo scopo di queste lezioni è dire che il futuro non si può sapere, ma ci sono delle tendenze che mostrano dove stiamo andando”.

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Mario Calabresi
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