“Dimissioni irrevocabili ed immediate”. Vincenzo Barone si è dimesso dalla carica di direttore della Scuola Normale di Pisa. E lo fa hatto con una lettera inviata al Senato accademico, convocato per oggi, durante il quale era in programma il voto della mozione di sfiducia nei suoi confronti presentata dagli studenti. A differenza di quanto dichiarato nei giorni scorsi Barone ha deciso di non presentarsi neppurre alla seduta del Senato accademico. E ha preferito invece inviare una lettera nella quale spiega i motivi della sua scelta. “Appare evidente che le mie dimissioni da direttore siano inevitabili, come, peraltro, ho sempre riaffermato: non sono e non potrei mai essere un direttore che non cerchi di realizzare il mandato per cui è stato eletto”, scrive Barone che ricorda come la la mozione di sfiducia al direttore sia “stata introdotta da me per la prima volta nello statuto della Scuola”. Il documento è stato letto di fronte ai membri del senato dal professore Andrea Giardina, vicedirettore e decano della Scuola. A questo punto si apre la corsa al successore per il posto da direttore dell’istituto di eccellenza toscano.

“Non ho nulla da commentare, d’ora in avanti penserò un po’ di più alla mia salute”, ha detto Barone all’Ansa. Anche i suoi fedelissimi devono averlo convinto che la battaglia era ormai persa e un ulteriore scontro avrebbe solo “ulteriormente danneggiato l’immagine della Normale e anche quella dello stesso direttore”. Ieri infatti le assemblee del personale avevano dato mandato ai loro rappresentanti nel Senato accademico di votare la sfiducia: il pronostico parlava di 12 voti a favore della mozione e un astenuto, il vicedirettore che ricopre un ruolo di garanzia.

Sempre ieri Barone era andato a Roma, convocato per un incontro al ministero dell’Istruzione. Un appuntamento per confrontarsi sull’affaire Normale, che ha tenuto banco per settimane. L’idea del professore di creare una sede della Scuola al Sud, con lezioni in tandem con la Federico II di Napoli, si è infatti trasformata in un caso politico. A scagliarsi contro il progetto il sindaco di Pisa, Michele Conti, e il deputato della Lega Edoardo Ziello, che l’hanno accusato di voler togliere centralità, prestigio e risorse alla città che da 208 anni ospita la sede di una delle maggiori scuole d’eccellenza di sempre. Se dunque l’ipotesi di una Normale al Sud è stata definitivamente archiviata, resta però in piedi la creazione di una Scuola superiore del Meridione con i 50 milioni stanziati nella legge di bilancio per la sua attivazione. Un istituto di eccellenza che dialogherà con le altre scuole top d’Italia, ma che niente avrà a che fare con il progetto immaginato da Barone.


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