“Un professore della Normale deve essere della Normale e basta. Deve potersi dedicare al cento per cento agli studenti. È una scelta di vita, oltre che di responsabilità ” . Parole nette, definitive, scandite come fossero una formula matematica che non ammette variazioni per poter funzionare. Andrea Ferrara, docente di Cosmologia nell’istituto d’eccellenza pisano e preside della Classe di Scienze, è amareggiato mentre ricostruisce le ultime ore che Annalisa Pastore ha trascorso nella Scuola prima di dimettersi.

La biologa, unica donna, da 208 anni a questa parte, ad aver ricoperto l’incarico di ordinaria nella Classe di Scienze, dopo soli cinque mesi ha fatto le valigie ed è tornata al King’s College di Londra. A quanto pare Pastore avrebbe voluto mantenere un doppio lavoro, con un doppio stipendio. Da una parte la cattedra a Pisa e, dall’altra, il ruolo nel Regno Unito. Peccato che avesse già firmato un contratto di full professor, e quindi di esclusiva, con la Normale e che abbia avanzato la richiesta di poter trasformare il suo mandato in un ‘tempo definito’ a cose fatte, un po’ troppo tardi per essere presa in considerazione.

Pisa, dopo l'addio della prima donna prof a Scienze, il preside: "Un docente della Normale deve dedicarsi solo a noi"

Andrea Ferrara, docente di Cosmologia nell’istituto d’eccellenza pisano e preside della Classe di Scienze

“La Scuola è fatta da 40 docenti e abbiamo bisogno di tutti – insiste Ferrara – . La nostra è considerata un’eccellenza anche perché costruiamo giorno per giorno il rapporto con gli allievi. Il professore deve avere qualità sia scientifiche che etico-morali, deve essere un “maestro””.

Ricevuto il due di picche Pastore ha motivato così la scelta di lasciare: ” È stata una decisione sofferta e me ne vado a malincuore – ha detto a Repubblica mentre si trovava in aeroporto – . Mi sono accorta che la Normale non è abbastanza competitiva, che rimanendo avrei perso delle opportunità e che in Inghilterra è molto più semplice fare ricerca”. Affermazioni subito rispedite al mittente: “Parlano i fatti – replica Ferrara – . In Europa siamo l’università con il maggior numero di “Grant” finanziati rispetto al numero di docenti e, sempre considerando la bassa percentuale di professori, siamo riusciti ad aggiudicarci ben 15 “Prin” (progetti di rilevante interesse nazionale) “. Sul fatto che Pastore non abbia potuto portare avanti i propri settori di ricerca, Ferrara aggiunge: ” Abbiamo stipulato una convenzione con l’Università di Pavia ( dove la docente ha insegnato) per acquistare una strumentazione che le sarebbe servita dal valore di 100 mila euro. In più, le abbiamo attivato un assegno di ricerca per poter avere un giovane a disposizione e abbiamo appena concluso un concorso per ricercatore di tipo b in Biologia proprio sui temi inerenti la sua disciplina ” . Insomma, sembra che la Normale non dovesse invidiare niente al King’s College: ” Sono molto dispiaciuto e in questi giorni ci attiveremo subito per trovare una soluzione e bandire un altro concorso – conclude Ferrara – . Abbiamo un laboratorio nuovo di zecca nella sede restaurata di San Silvestro che, purtroppo, è ancora fermo. Speravamo fosse lei a guidarlo, ora dovremo trovare la persona giusta “.


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