All’università di Basilicata arriva il doppio libretto per gli studenti transgender. A darne notizia è Arcigay Basilicata che parla di una “conquista” dei diritti per la comunità Lgbt lucana.

L’istituzione della “carriera alias” permette di utilizzare all’interno dell’università una documentazione rispettosa dell’identità eletta in quanto corrispondente al proprio aspetto, garantendo una piena tutela della privacy nella carriera accademica e nella fruizione dei servizi.

“Pensare di dover frequentare un corso o sostenere un esame all’università e di temere, più che le domande del professore, il momento dell’appello, sicuri che la risposta sarà accompagnata da risatine, occhiolini, colpi di gomito. È questa la situazione tipo in cui si trova uno studente transgender – spiega Arcigay Basilicata –  Nel momento in cui il docente, libretto alla mano, chiama lo studente transgender con il nome scelto in conformità al genere sessuale percepito, diverso da quello indicato sul documento, provoca in chi è costretto a vivere questa situazione disagi, fastidi, umiliazioni e discriminazioni”. La carriera “alias” evita tutto questo.

“Si tratta di un pregevole passo in avanti, una conquista per la tutela degli studenti e delle studentesse transessuali – commenta la consigliera nazionale e tesoriera di Arcigay Basilicata, Pia Adriana Ciminelli – Io in prima persona, da donna ed ex studentessa transessuale dell’ Unibas, posso dire che se all’inizio del mio percorso di studi avessi potuto usufruire della carriera alias, sarebbe stato tutto più semplice ed agevole, soprattutto per la mia sfera emozionale e relazionale. L’istruzione assume un ruolo cardine nella formazione personale e sociale e come tale ritengo che anche l’ateneo lucano doveva farsi finalmente promotore di istanze e buone pratiche che, non solo contribuiscano a garantire il benessere psicofisico e il sereno sviluppo della carriera universitaria, ma rappresentino importanti e innovativi elementi di promozione per una piena inclusione sociale di tutte e tutti.”

Il percorso per l’istituzione del doppio libretto comincia un anno fa quando la presidente di Arcigay Basilicata, Morena Rapolla, ne fece richiesta alla rettrice Aurelia Sole, rappresentando “l’importanza di questa misura che oggi finalmente diventa realtà – afferma Rapolla –  dopo un percorso di concertazione al quale ha dato un contributo fondamentale anche il Cug dell’Unibas. L’istituzione della carriera alias da parte dell’università della Basilicata rappresenta un forte segnale verso una società ancora gravemente affetta da discriminazioni e pregiudizi, spesso subdoli e striscianti, che generano una forte stigmatizzazione nei confronti di chi è portatore di una specificità-diversità.

È del tutto impossibile un sano e pieno sviluppo della propria personalità se una persona deve continuamente affrontare discriminazioni e stigmatizzazione ogni qualvolta debba mostrare il proprio documento di identità – continua Rapolla – Tutto questo non solo comporta forti disagi e una continua lesione della privacy dei soggetti in transizione, costantemente obbligati ad esibire documenti d’identità non conformi al genere di elezione, ma che di fatto viola il diritto alla piena e libera autodeterminazione del proprio corpo e del proprio intimo sentire.

Dallo stigma nasce la marginalizzazione e l’esclusione sociale alle quali occorre opporre un argine robusto ed invalicabile dove l’Università – conclude la presidente di Arcigay Basilicata – sia spazio e strumento di elaborazione e produzione culturale, il cui pieno accesso deve essere garantito a tutte e tutti nel pieno rispetto e riconoscimento delle identità personali”.
 
 


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