“L’Italia agli italiani, l’Europa agli europei”. È uno dei cori scanditi dai circa 150 militanti di Forza Nuova in presidio in piazza del Mercato nuovo, a Prato, blindata e circondata da pattuglie della polizia e dei carabinieri. Più in là, in piazza Santa Maria delle carceri, sono circa cinquemila le persone accorse alla contro-manifestazione dell’Anpi “(In)Tolleranza zero”. Dopo settimane di polemiche, decisioni e dietrofront a Prato è arrivato il giorno della manifestazione convocata dagli estremisti di destra per dire no “all’immigrazione clandestina”. Un appuntamento che cade nello stesso giorno in cui ricorre il centenario dei Fasci di combattimento. E che proprio per questo motivo aveva sollevato non poche proteste. Tra cui quella del sindaco, Matteo Biffoni, che insieme all’Anpi e a decine di associazioni aveva chiesto che la manifestazione non venisse autorizzata.

Mercoledì il corteo di Forza Nuova aveva ricevuto ok del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dalla prefetta Rosalba Scialla. E venerdì, in tarda serata, era arrivata la parziale retromarcia: non più un corteo per le strade della città, ma solo un presidio statico. Un cambio di rotta, stabilito senza preavviso e all’ultimo momento, tanto che alle sette di sera né il Comune di Prato né Forza Nuova erano stati ancora informati. Proprio per il ritardo il Comune ha comunicato solo sabato mattina che i divieti di sosta e rimozione forzata lungo il percorso sono nulli.  Resta invece in vigore fino alle 19 il divieto di sosta con rimozione forzata per l’intera piazza del Mercato Nuovo e il tratto di viale Galilei a partire dal Ponte Datini fino alla rotonda del sottopasso.

Per garantire la sicurezza in una Prato “blindata” sono circa 300 gli uomini schierati fra reparti della Mobile, agenti della stradale e corpi di guardia: per aumentare il numero di agenti sul territorio, la Prefettura ha chiesto rinforzi al ministero dell’Interno. 

Al presidio antifascista in piazza di Santa Maria delle carceri hanno aderito una sessantina tra associazioni, sindacati e partiti. Da Firenze sono arrivati almeno un migliaio di manifestanti, salutati alla partenza dai genitori di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino ucciso in Siria dai miliziani dell’Isis. E proprio a Orsetti è dedicato uno striscione che, parafrasando ciò che aveva scritto nel suo testamento, recita: “Saremo la prima goccia della tempesta”.

Numerose le bandiere di Pd, Giovani democratici, Cgil, Cisl, Uil oltre a quelle di Rifondazione comunista. e dell’Unione europea. Previsti diversi interventi. A prendere la parola per primo sarà il sindaco Matteo Biffoni, poi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e infine il giornalista Gad Lerner.

 


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