Preside arrestata, la procura di Imperia concede i domiciliari


L’insegnante è finita in carcere per aver utilizzato l’auto della scuola per fini privati


La procura di Imperia ha chiesto la sostituzione del carcere con gli arresti domiciliari per Annarita Zappulla la preside 62 enne dell’Ipsia di Imperia arrestata con l’accusa di peculato relativa all’uso per motivi personali dell’auto di servizio della scuola che amministra.
La richiesta dei domiciliari avanzata questa mattina dal legale della preside, l’avvocato Andrea Rovere di Sanremo, ha trovato il parere positivo del procuratore aggiunto di Imperia Grazia Pradella, titolare dell’inchiesta. Domattina, durante l’interrogatorio di convalida il gip si pronuncerà sulla richiesta che, a meno di sorprese, dovrebbe essere accolta.
L’arresto con la detenzione in carcere – Zappulla si trova da sabato pomeriggio nel carcere di Pontedecimo a Genova – aveva fatto molto discutere, soprattutto per una questione di proporzionalità fra presunto reato e misure cautelari. Va però detto che l’inasprimento delle pene e delle misure per determinati reati contro la pubblica amministrazione consentiva agli inquirenti di procedere con l’arresto e la detenzione in carcere. «Ma siamo di fronte ad una aggravante che giustifica l’arresto — spiega Alberto Lari, procuratore capo di Imperia — Quell’auto era entrata nella piena e sola disponibilità della preside, come un’appropriazione. Un conto è prendere un bene, usarlo e poi riconsegnarlo. In quest’ultimo caso si tratta di semplice peculato d’uso».
La preside avrebbe spiegato di aver preso l’auto per un viaggio in Francia sabato dopo che la sua auto era inutilizzabile a causa di un incidente.
La vicenda nasce da una denuncia interna alla scuola. Qualche collega di Zappulla pare si fosse indispettito per l’uso ritenuto privato della Toyota Corolla della scuola e avesse informato i carabinieri che avevano avviato un’indagine.

15 aprile 2019 – Aggiornato alle



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