L’udienza davanti ai giudici del Tribunale di sorveglianza è durata quattro ore. E si è conclusa con la richiesta da parte della procura generale di revoca dell’affidamento terapeutico. Fabrizio Corona, presente all’udienza, torna ancora una volta in tribunale a Milano, dove si discute della pena che gli resta da scontare dopo le condanne incassate negli ultimi anni. L’avvocato generale Nunzia Gatto, qui nelle vesti di rappresentante della procura generale, chiede che l’ex manager dei paparazzi finisca di scontare il residuo della sua pena in cella.

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Per sostenere la sua tesi, l’accusa ha ricostruito tutte le violazioni che Corona avrebbe commesso e ha parlato anche delle sue ‘ospitate rissose’ mostrando anche il video dello scontro con Ilary Blasi andato in onda al Grande Fratello vip. In particolare, la domanda rivolta ai giudici è stata: “Quello che sta facendo Corona può essere definita esecuzione della pena?”. Tra l’altro, per la partecipazione al Gf, non aveva nessuna autorizzazione. In quell’occasione, l’ex manager dei paparazzi aveva fatto un’incursione dentro la ‘casa’ per un chiarimento con la sua ex, Silvia Provvedi e aveva poi litigato con la conduttrice che gli aveva dato del “caciottaro”.

Corona è uscito dal carcere il 21 febbraio scorso ed è stato per un periodo in cura in una comunità di Limbiate per la sua tossicodipendenza, poi ha ripreso il suo lavoro in giro per i locali di tutta Italia e con le ospitate in tv. In particolare, per la Procura generale, da giugno, quando era già comparso davanti al Tribunale di sorveglianza, a oggi, le violazioni delle prescrizioni imposte dai giudici – come il mancato rispetto degli orari per il rientro a casa e dei permessi per lavorare al di fuori della Lombardia – si sarebbero intensificate.

Anche in altre occasioni, per l’avvocato generale Gatto, Corona avrebbe violato le prescrizioni. La prima volta il 1 marzo scorso, quando Corona, tre giorni dopo essere uscito dal carcere, fece postare immagini di lui e dell’allora compagna Silvia Provvedi in atteggiamenti affettuosi, nonostante il divieto assoluto del Tribunale di comunicare con i media e utilizzare i social network.

Il 19 giugno scorso, già il pg Antonio Lamanna aveva chiesto la revoca dell’affidamento terapeutico in prova, concesso per la dipendenza psicologica dalle droghe, e i giudici della Sorveglianza si erano poi  presi tempo fino a oggi per effettuare ulteriori valutazioni. Oggi Il magistrato Gatto ha sostenuto che a Corona deve essere revocato l’affidamento terapeutico concesso il 21 febbraio con ‘effetto retroattivo’. Cioè, se i giudici dovessero accogliere la richiesta del Tribunale, la parte di pena scontata in affidamento sinora verrebbe ‘cancellata’ e per l’ex agente fotografico sarebbe tutto da rifare.


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