Emilio Fede non andrà in carcere. La procura generale di Milano ha sospeso l’ordine di carcerazione in relazione alla condanna a 4 anni e 7 mesi che gli è stata inflitta in Cassazione per il caso Ruby, accogliendo un’istanza dei suoi difensori motivata da ragioni di età e salute. L’ex direttore del Tg4 ha quasi 88 anni. Fede andrà ai domiciliari. Per Nicole Minetti, invece, condannata a 2 anni e 10 mesi, la pena sarà sospesa e potrà chiedere l’affidamento in prova.

Processo Ruby bis, Emilio Fede condannato non andrà in carcere

Nicole Minetti

Uno dei legali di Fede, l’avvocato Maurizio Paniz, ha spiegato che dovrebbe esserci la sospensione dell’ordine di carcerazione e, dunque, la possibilità per Fede di chiedere la detenzione domiciliare senza nemmeno un ‘passaggio’ in carcere. In giornata, però, il fascicolo sarà valutato dalla Procura generale e, stando a quanto è stato chiarito, la sospensione dell’ordine di carcerazione per gli ultrasettantenni non è automatica. Dunque, l’ex direttore potrebbe finire in carcere prima di ottenere i domiciliari in casa. Poi, quando la pena rimanente avrà raggiunto i 4 anni potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Sull’ex direttore del Tg4, poi, in futuro potrebbe pesare anche un’altra condanna a 2 anni, per ora non definitiva comunque, per una vicenda con al centro falsi fotomontaggi ‘hot’ che, secondo l’accusa, avrebbe fatto confezionare per ricattare i vertici di Mediaset, quando venne messo alla porta dal Tg4 nel 2012 e, in sostanza, per ottenere un accordo di uscita più vantaggioso. Minetti, invece, è anche stata condannata a 1 anno e 8 mesi in primo grado nel processo sulla cosiddetta ‘rimborsopoli’ al Pirellone, dove era consigliera del Pdl.


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