C’ERANO una volta i panda che non mangiavano bambù. O almeno non solo. Se infatti oggi panda e bambù sono un binomio inseparabile – gli animali moderni della specie Ailuropoda melanoleuca si cibano praticamente solo di queste piante – in passato la dieta dei panda sarebbe stata decisamente più variegata. Così almeno suggerisce oggi uno studio pubblicato su Current Biology, in cui alcuni ricercatori cinesi hanno analizzato l’evoluzione della dieta dei panda, comprese alcune specie estinte.
 
•I PANDA IN ASIA
I panda giganti moderni, A. melanoleuca, vivono in una ristretta area dell’immensa Cina, in prossimità delle montagne nella zona Sudoccidentale, nelle foreste delle province di Sichuan, Shaanxi, e Gansu. In passato però altre specie di orsi poi estinte (parenti stretti dei panda moderni, come A.microta e A.baconi) coprivano un areale molto più vasto, ricordano i ricercatori, che si estendeva nelle zone sudoccidentali della Cina, arrivando a comprendere anche il Myanmar, il Laos, la Thailandia e il Vietnam. Di cosa si cibavano questi animali?
 

•GLI ISOTOPI “PARLANO”
Per scoprirlo gli scienziati hanno a disposizione un metodo indiretto, che tramite l’analisi degli isotopi (come quelli del carbonio e dell’azoto) contenuti nelle ossa e nei denti degli animali permette di avere informazioni sulla loro dieta. La composizione isotopica del collagene delle ossa, ricordano i ricercatori, riflette infatti i cibi mangiati. In particolare i valori degli isotopi 13 del carbonio e dell’isotopo 15 dell’azoto permettono di estrapolare informazioni sul tipo di dieta.
 
•IL ‘FALSO’ POLLICE
Come primo passo i ricercatori hanno usato questa tecnica per capire, guardando alle ossa, quanto la dieta dei panda moderni fosse diversa da quella di animali presenti nelle stesse nicchie ecologiche. I dati hanno mostrato che rispetto agli altri mammiferi, che pur vivono nelle stesse zone, i panda hanno impronte isotopiche del tutto particolari, diverse da quelle dei carnivori ma anche da quelle di altri erbivori. Questo a causa della loro dieta, tipicamente ristretta al bambù. Un’abitudine così consolidata che ha plasmato i panda moderni, che hanno muscoli, denti e tanto di pollice adattati al consumo della pianta (il loro falso pollice per esempio, una specializzazione dell’osso del polso, permette agli animali di acciuffare e servirsi più comodamente di canne, foglie e germogli di bambù).
 
•PASTI PIU’ RICCHI NEL PASSATO

Pranzi e cene dei vecchi panda però sarebbero stati più ricchi. Quando i ricercatori sono andati a analizzare il contenuto di isotopi nelle ossa e nei denti di panda antichi e ormai estinti, provenienti da diversi siti archeologici nelle zone sud e sudoccidentali della Cina, hanno infatti osservato una storia diversa. In particolare i dati ottenuti suggerivano che la dieta di questi antichi animali fosse più varia, legata ad habitat più vasti e ad ambienti più variabili rispetto a quelli occupati oggi dai panda moderni. Con tutta probabilità non si cibavano solo di bambù. I panda del passato erano per così dire più “ecologicamente flessibili”, scrivono gli autori, spiegando come la specializzazione verso una dieta a base di bambù sarebbe arrivata solo in un secondo periodo per questi animali, dopo il passaggio da una dieta carnivora o onnivora a una vegetale.
 
Quando tutto questo avvenne non è chiaro: se secondo alcuni il bambù cominciò a diventare la portata principale dei panda già 2 milioni di anni fa, per i ricercatori cinesi oggi questo avvenne solo in tempi molto più recenti, forse appena qualche millennio fa.

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Mario Calabresi
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