Solo perché sono piccoli, non vuol dire che non nascondano grandi idee. E invece i giocattoli e i mobili per bambini, negli ultimi cento anni, raramente hanno ricevuto la giusta attenzione. In pochi sanno, per esempio, che alcuni tra i più grandi designer di sempre – dall’italiano Marco Zanuso a Philippe Starck e Verner Panton – hanno ideato prodotti geniali per i più piccoli. Per questo motivo Kimberlie Birks, laureata in Storia dell’arte alla Brown University di Providence, ha deciso di catalogare la storia del design per bambini: dai seggioloni in legno dei primi del 900 alle tante macchinine a pedali, passando per la scimmietta Zizì di un maestro dell’inventiva come Bruno Manari. Il risultato è Design for Children, un libro di 536 pagine edito da Phaidon (in vendita a circa 38 euro su Ibs.it) che racconta come sono nati i pezzi di design con cui sono cresciute le generazioni del passato e con cui, probabilmente, continueranno a crescere anche quelle del futuro.

Si pensi, per esempio, alla sedia ideato dal designer danese Peter Opsvik, Tripp Trapp, creato nel 1972, mai uscito di produzione e ancora oggi usato dai genitori di tutto il mondo. Il punto di forza di questo pezzo in legno sta nella sua adattabilità, nelle 14 posizioni che può assumere: da seggiolone per bimbi di pochi mesi a sedia per adulti. Ma quali sono tutte le caratteristiche che fanno di un gioco per bambini un successo? “Durabilità, sicurezza e facilità di pulizia – ha spiegato Kimberlie Birks -. A questo si deve aggiungere l’invito all’immaginazione: gli oggetti più apprezzati dai bambini sono quelli che si prestano a essere usati in più modi, che incoraggiano il bimbo a creare il proprio mondo”. Design for Children è in inglese. I 450 prodotti che riempiono le sue pagine, ognuno illustrato con una o due foto, sono suddivisi in base alle attività principali per cui sono previsti, in tutto sette: giocare, cavalcare, imparare, mangiare, sedere e dormire.


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