“Perché il Rettore della Sapienza tollera l’illegalità e non fa nulla?”. Se lo chiede il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando la morte del ragazzo che stava tentando di scavalcare il cancello dell’università di Roma per partecipare ad un party illegale. “La responsabilità di questa morte – aggiunge – è anche di chi permette queste illegalità da troppo tempo, tra occupazioni di aule e feste non autorizzate con uso e abuso di alcolici e altre sostanze”.

Francesco Ginese,  originario di Foggia, si era reciso l’aorta femorale, provando a scavalcare il muro di cinta dell’ateneo per assistere a un evento legato alla Notte Bianca. Operato d’urgenza al Policlinico Umberto I nel pomeriggio di sabato 22 giugno, era rimasto in prognosi riservata fino a domenica, quando è stato annunciato il suo decesso. Dopo poche ore dall’incidente, la comunità studentesca e quella accademica si erano attivate, tramite i canali della Sapienza e i profili social delle associazioni studentesche, diffondendo un appello per la raccolta di sangue necessario per il ragazzo.

E oggi sull’accaduto intervengono i promotori della manifestazione e dopo aver espresso dolore e vicinanza ai familiari del 26enne, vogliono fare una serie di precisazioni  “viste le falsità raccontate da una parte” su quella maledetta notte. Non c’era era alcun “ticket d’ingresso”, ma una semplice offerta libera. Il cancello di piazzale Aldo Moro era aperto, “Sapienza Porto Aperto non è stato un rave ma un’iniziativa artistico-culturale articolata in dibattiti sull’attualità, sport, musica, danze, live painting; ideata e realizzata per vivere e attraversare la città universitaria in modo diverso dal solito”.

Rispetto alla morte del giovane 26enne, i collettivi universitari sottolineano che  “Francesco è stato soccorso dall’ambulanza già presente in città universitaria, perché garantita, come sempre in questi casi, dalle studentesse e dagli studenti e che “appena conosciuta la gravità dell’incidente occorso a Francesco, in un luogo della città universitaria distante dagli eventi artistici e musicali, questi ultimi sono stati immediatamente interrotti e, con la collaborazione di tutte le studentesse e tutti gli studenti, i tanti convenuti hanno tempestivamente lasciato la città universitaria”.

Sulla vicenda scende in campo anche il Codacons che presenterà oggi un esposto in Procura affinché siano accertate le responsabilità dei vertici dell’ateneo e delle stesse forze dell’ordine. “Si tratta di una morte annunciata, in quanto party abusivi organizzati senza autorizzazioni e senza il rispetto delle norme di settore mettono a grave rischio l’incolumità dei partecipanti e aumentano il rischio di incidenti anche gravi – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo abbiamo deciso di chiedere alla Procura di Roma che già indaga sulla vicenda di accertare le responsabilità dei vertici dell’ateneo, a partire dal Rettore, e delle stesse forze dell’ordine che, in base a quanto si apprende, sarebbero state più volte avvisate attraverso esposti e denunce circa feste illegali organizzate a La Sapienza”.

 


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