La procura di Ragusa ha aperto un fascicolo di indagine sulle dichiarazioni che un gruppo di migranti – sei dei 41 superstiti di un naufragio avvenuto lo scorso 12 giugno – ha reso a Fabio Butera, autore di un video-reportage su Repubblica.it.

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I naufraghi, soccorsi dalla nave della Marina americana ‘Trenton’ quando ormai il gommone era collassato e una settantina degli occupanti era morta annegata, raccontano di avere visto una nave americana talmente vicina da scorgerne la bandiera e che proprio per farsi vedere, quando ancora il gommone galleggiava, avevano tutti insieme sventolato vestiti colorati, fischiato ed urlato.
Il loro ‘capitano’ avrebbe cercato di seguire ed incrociare la nave per almeno un’ora, ma la nave si sarebbe allontanata fino poi a scomparire. “Noi andavano da una parte e lei si spostava dall’altra, noi cercavamo di incrociarla e lei si allontanava”, dice uno dei giovani intervistati. “Se ci avesse visti – racconta uno dei testimoni – non sarebbe morto nessuno”.

Un altro migrante non si capacita del fatto che il gommone non sia stato visto: “Ma io non ero sulla loro nave non so se ci hanno visto, ma come ogni nave del mondo devono avere anche loro le telecamere di sorveglianza”. Secondo queste testimonianze, la stessa nave sarebbe tornata a soccorrerli a naufragio avvenuto. La procura di Ragusa ha delegato le indagini alla Squadra mobile per “acquisire documentazione e verificare il racconto dei migranti emerso dal video in questione”, conferma il procuratore di Ragusa, Fabio D’Anna, “dalle informazioni assunte nell’immediatezza dello sbarco dei superstiti avvenuto dopo il trasbordo dalla nave americana ‘Trenton’ a nave ‘Diciotti’, a Pozzallo non era emerso nulla; ho delegato la Squadra mobile per approfondire gli elementi rispetto a questa ricostruzione contenuta nel video, che non risultano negli atti in nostro possesso”.


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