TORINO – Se il primo passo verso Aaron Ramsey l’ha fatto il clima torinese nel giorno della sua presentazione, con la giornata più “gallese” degli ultimi tempi caratterizzata da freddo e pioggia, il secondo è stato compiuto proprio dal nuovo centrocampista a disposizione di Maurizio Sarri e della Juventus. “Grazie a tutti di essere qui oggi – ha esordito in un italiano ancora incerto ma degno di nota se si considerano le poche settimane a disposizione -. Voglio dire quanto sono contento di essere venuto qui alla Juve, una delle squadre più grandi al mondo. Scusate il mio italiano non è molto buono, ma sto studiando. Grazie”.

Acquistato lo scorso febbraio dalla Juventus, arrivato a parametro zero dall’Arsenal, Ramsey è ancora alle prese con l’infortunio al bicipite femorale rimediato lo scorso marzo, che gli ha fatto concludere in anticipo la sua avventura ai Gunners. Infortunio con cui sta ancora combattendo e che mette in dubbio la sua presenza nella tournée estiva bianconera. Entusiasta della sua nuova esperienza in bianconero e della personalità di Maurizio Sarri, “un allenatore molto alla mano e disponibile”, Ramsey è il terzo gallese nella storia della Juventus dopo Charles, un mito in bianconero, e Rush, apprezzato oltre Manica ma non in grado di lasciare un buon ricordo a Torino. 
 
Aaron Ramsey, come sta fisicamente?
“Sto facendo progressi al momento. Sto lavorando duramente per riprendermi al massimo nel più breve tempo possibile: non ho ancora fatto un allenamento completo, ma non sono lontano”.
Perché ha scelto la Juve? Cosa si aspetta da questa avventura?
“Quando ho saputo che la Juve era interessata a me ho pensato subito che sarebbe stato bello giocare a livelli così alti. Una sfida per me, una nuova esperienza, nuovi stili di vita, sono preparato a questa idea pur sapendo che può essere difficile”.
Sente la responsabilità di essere un gallese alla Juve dopo Charles?
“So che è una leggenda a tutti gli effetti. Non solo qui, ma per tutti i gallesi. Sicuramente posso trarre ispirazione da lui, spero di seguire le sue stesse orme e lui ha lasciato un segno profondo nella storia di questo club. Un giocatore e una personalità fantastica e spero di poterlo emulare”.
Che sensazioni ha dopo questi primi giorni alla Juventus?
“La squadra mi ha riservato un bellissimo benvenuto, così come tutti i manager. Ho parlato un paio di volte con Sarri, è molto alla mano, è facile parlarci, è una cosa grandiosa. Alla Juve ci si aspetta di raggiungere gli obiettivi, io darò il mio contributo e non vedo l’ora di cominciare”.
Andrà in tournée?
“Ho avuto questo infortunio, ma sto facendo progressi. Lavoro giorno per giorno, sto recuperando la mia forma fisica, ma è una decisione che verrà presa nei prossimi giorni. Non è stato ancora deciso, ma sono fiducioso che riuscirò a recuperare”.
Preferisce segnare o fornire un assist a un compagno?
“Mi piace avere un impatto sul gioco, mi piace fare gol, mi piace fornire assist. L’importante è aiutare la squadra il più possibile, io cerco di creare occasioni, cercherò di farlo anche qui”.
Con Rabiot rappresenta le forze nuove del centrocampo. Che caratteristiche ha in più con il vostro arrivo?
“Io sono un tipo di giocatore che ama essere vicino all’area, che difende, ma ama anche spingersi in avanti. Queste sono le mie caratteristiche, poi quando comincerò ad allenarmi in pieno capirò quale sarà il mio ruolo e come contribuire”.
L’ha cercata qualche altra squadra in Italia?
“Nel momento in cui ho sentito che la Juve era interessata a me, non ho preso in considerazione altre proposte. Sono entusiasta di essere qui, sono felice e spero di poter scrivere la storia insieme. C’erano stati altri interessi da parte di altre squadre, ma adesso sono qui e sono entusiasta di essere qui”.
Conferma che vestirà il numero 8?
“Sì, volevo il numero 8 e appena ho visto che era disponibile ho detto “Sì, è mio”. So che Marchisio è stato fenomenale, gli ho parlato in un paio di occasioni al JMedical, quindi se posso emulare quello che lui è riuscito a fare per la Juve non potrò che essere orgoglioso”.
Conta per lei il bel gioco?
“Ovvio, io voglio giocare il calcio più bello possibile. Però non è l’unico modo di vincere una partita, ci sono tante altre modalità e quello che conta alla fine è vincere. Se poi si vince giocando bene meglio, è una bella sensazione. Io so che questo allenatore, come abbiamo visto l’anno scorso in Inghilterra, ama il bel calcio e sono certo che tutti i giocatori sotto la sua guida cercheranno di raggiungere questo obiettivo”.
Che impressione le aveva fatto Sarri l’anno scorso?
“Ha fatto due finali e ne ha vinta una, è stato un gran successo per lui e spero possa dare lo stesso contributo a questa squadra, cercando il bel calcio e le vittorie. Sono sicuro che otterrà gli stessi successi del passato”.


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