ROMA – Adesso che il treno per la Champions è ricomparso all’improvviso sul radar della Roma, ritrovatasi incredibilmente non solo a un punto dal quarto posto ma pure a sei dal terzo, Claudio Ranieri sa bene che l’esito di questa pazza rincorsa viaggia su un doppio binario. Da un lato c’è la difesa, un’impalcatura fragile e traballante che quest’anno ha registrato numeri da incubo, mostrando rispetto ai fasti dell’anno scorso (quando fu la migliore in campionato dopo quella della Juve) la stessa differenza di rendimento che c’è tra una bicicletta e una nave spaziale.

Dall’altro c’è l’attacco, che non se la passa poi molto meglio e quest’anno ha reso ben al di sotto delle aspettative, senza però avere l’alibi degli infortuni. Tanto per fare un esempio, per la sfida di sabato contro l’Udinese il reparto arretrato dovrà di nuovo fare i conti con l’emergenza dei terzini: con Karsdorp e Santon out per infortunio e Kolarov per squalifica, Ranieri dovrà infatti sperare di recuperare Florenzi, altrimenti potrebbe andare in scena una difesa inedita composta da tutti centrali.

POCHI GOL DAGLI ATTACCANTI, DZEKO SOTTO ACCUSA – Ma proprio mentre il tecnico romano si gode una difesa ritrovata, capace di tenere la porta inviolata contro la Samp del capocannoniere Quagliarella, a Trigoria il campanello d’allarme stavolta riguarda il reparto offensivo. Del resto fa un certo effetto notare come nelle prime 15 posizioni della classifica marcatori della Serie A non compaia nemmeno un giocatore della Roma. E che le punte giallorosse siano in crisi lo certifica il fatto che finora nessuno è ancora andato in doppia cifra.

Dzeko è infatti fermo a 7 gol, e l’ultima volta che ha segnato all’Olimpico in campionato risale addirittura al 28 aprile dello scorso anno. Il bosniaco quest’anno è stato l’emblema della discontinuità: non segna da quasi due mesi (l’ultima rete il 23 febbraio contro il Frosinone) e lo scorso anno, alla stessa giornata, aveva segnato esattamente il doppio, ovvero 14 gol.

PEROTTI IN RIPRESA, MALE SCHICK E KLUIVERT – Le note positive arrivano senza dubbio da Perotti, che è andato a segno per 3 volte nelle ultime 4 partite e ha già fatto più gol di Schick giocando la metà delle partite. Anche i numeri del ceco non sono proprio esaltanti, dal momento che in campionato ha racimolato a malapena tre reti e tutti i tentativi di Ranieri per farlo convivere con Dzeko non sono andati a buon fine. Hanno deluso le attese anche Kluivert, capace di segnare una sola volta in Serie A, e Under che fatto solo 3 gol ma ha la scusante di aver saltato parecchie partite per infortunio. In altre parole, se Piatek, Zapata, Immobile e Belotti sono le armi in più che Milan, Atalanta, Lazio e Torino possono sfruttare per la rincorsa Champions, Ranieri si augura vivamente di non dover continuare ad aggrapparsi ai gol dei terzini o dei centrocampisti.


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