ROMA – In vista delle undici finali che aspettano la sua Roma a caccia di un piazzamento in Champions, Claudio Ranieri dichiara apertamente come intende restaurare una squadra che continua a perdere pezzi e che rischia di dover rinunciare per infortunio sia a Zaniolo che a Kolarov. Dopo la sofferta vittoria contro l’Empoli di lunedì, sabato sarà la volta della Spal che cerca punti salvezza e che all’andata espugnò l’Olimpico regalando una giornata da incubo ai giallorossi. L’occasione per accorciare su Milan e Inter è però assai ghiotta perché questo weekend c’è in programma il derby di Milano e ottenere tre punti a Ferrara permetterebbe alla Roma di rosicchiare punti preziosi in ottica Champions. Per farlo, Ranieri ha già in mente la ricetta giusta: addio al 4-2-3-1 in favore del caro vecchio 4-4-2, con Dzeko e Schick che giocheranno insieme “a prescindere dal modulo”. Il tecnico ha capito che all’ambiente, ancora depresso per l’eliminazione in Champions col Porto, serve serenità. “Non mi importa se i miei sbagliano qualcosa, voglio una squadra libera mentalmente”, ha sentenziato in conferenza stampa.

Quali sono le indicazioni dall’Empoli e da questi giorni di allenamento?
“La squadra ha risposto bene sulle prime cose che avevo chiesto, erano abituati a giocare in una determinata maniera. Adesso che dobbiamo cambiare è logico che non viene fatto tutto come vorrei. Vedo però concentrazione e predisposizione nel fare le cose che chiedo”.
Schick e Dzeko in quale sistema possono giocare insieme?
“Non contano i sistemi di gioco, è importante che si riconoscano nelle situazioni e possano fare del meglio. E’ importante che la squadra sia compatta e abbia equilibrio”
Quali sono le condizioni di Kolarov e Zaniolo? Per lei il sostituto di Florenzi è Karsdorp oppure Santon?
“Sia Kolarov che Zaniolo ancora non si sono potuti allenare con me e mi lasciano molto in dubbio se utilizzarli. Prima di decidere tra Santon e Karsdorp devo sapere se Kolarov è disponibile”.
In base a Dzeko e Schick, può essere condizionata la scelta degli esterni?
“Sono scelte importanti che si fanno in base ai giocatori a disposizione e alla squadra che vai ad affrontare”.
Cosa ne pensa di Fazio?
“Per me è un pezzo da novanta, ci sta che i giocatori possano avere dei momenti negativi. E’ un giocatore intelligente e sono convinto possa far bene con me. Ma deve stare bene fisicamente”.
Vede che i giocatori hanno paura di farsi male? In che modo affronta questo nodo?
“Bisogna stare molti attenti, soprattutto se i giocatori si fanno male e sono un po’ ansiogeni di carattere. Zaniolo ha preso una botta alla caviglia che gli ha causato problemi di corsa: questo gli porta un indurimento al polpaccio, per questo ha chiesto il cambio con l’Empoli”.
Ci sono novità su Under?
“Lo vedo negli spogliatoi, sta continuando il suo protocollo di recupero, non va in Nazionale e spero di riaverlo dopo la sosta”.
In allenamento dice spesso ai giocatori: “Senza paura, non abbiate paura”. Come mai?
“Dalla Roma si aspetta sempre tanto, arrivo dopo due sconfitte ed è logico che non essendoci giocatori importanti in campo, mettendo in campo giocatori che non sono abituati a giocare insieme, non hanno punti di riferimento. E’ logico che gli debba dire di giocare senza paura, voglio una squadra libera da condizionamenti”.
Quanto sarà importante stare corti a Ferrara? Servirà stare attenti a Petagna?
“Ho visto la partita d’andata, non solo quella contro di noi, e ho visto che sono molto bravi e abili nel cercare di prenderti in velocità. Dovremo stare molto accorti e attenti”.
Secondo lei alcuni giocatori si sentono di passaggio qui a Roma?
“Non credo che i giocatori si sentano di passaggio e se anche se dovessero sentire tali, dovrebbero rendere di più perché altrimenti altre squadre poi non li cercano”.
Ha pensato a Juan Jesus o Marcano sulla sinistra?
“Potrebbe esserci Juan, se non sbaglio all’Inter una partita in quella posizione gliela feci fare, e può essere lui la soluzione”.

Ranieri ha voluto chiudere la conferenza stampa con un ricordo di Giuliano Taccola, nel giorno del cinquantesimo anniversario della morte dell’attaccante toscano: “Volevo dirvi che sabato con la Spal ricorderemo Taccola, morto nel 1969. Lo ricordo perfettamente perché oltre ad essere stato tifoso, in quell’anno entra nella Roma e la sua morte allo stadio mi colpì molto”.


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