L’Italia si scopre verde. Il rapporto Istat ci racconta una popolazione e una realtà industriale sempre più attenta all’ecosostenibilità. E’ stato infatti raggiunto il target del 17% di consumi coperti da fonti rinnovabili. E grazie alla decarbonizzazione il rapporto tra emissioni di CO2 e valore aggiunto ha raggiunto il minimo storico nel 2017. Nel 2017, il valore aggiunto delle “ecoindustrie” è pari a 36 miliardi e al 2,3% del Pil: un livello in crescita e già
superiore alla media europea. Oltre il 65% del valore aggiunto riguarda la gestione delle risorse naturali e soprattutto la produzione di energia da fonti rinnovabili e le attività di efficientamento energetico.

Nello stesso tempo se la direzione verde ci conforta, alcuni segnali destano preoccupazione, come il calo demografico.

GLI ANZIANI. L’aumento della vita media determina L’incremento dei cosiddetti ‘grandi anziani’.  2,2 milioni persone nel 2019 hanno età pari o superiore agli 85 anni, il 3,6% del totale della popolazione residente (15,6% della popolazione di 65 anni e oltre). L’Italia, insieme alla Francia, detiene il record europeo del numero di ultracentenari, quasi 15 mila.

DONNE E FIGLI. Nel 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita oltre 439 mila bambini, quasi 140 mila in meno rispetto al 2008. Nel 2016 il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni non ha ancora avuto figli; coloro che dichiarano che l’avere figli non rientra nel proprio progetto di vita sono meno del 5%.

I RAGAZZI A CASA. Faticano sempre piu’ a staccarsi dalla famiglia di origine e a intraprendere un percorso di vita autonomo e indipendente. I giovani residenti in Italia di eta’ compresa tra i 20 e i 34 anni sono 9 milioni e 630 mila, pari al 16% del totale della popolazione (anche loro in diminuzione di oltre 1 milione e 230mila unita’ rispetto al 2008). Ebbene, piu’ della meta’ (5,5 milioni), celibi e nubili, vive con almeno un genitore. Il fatto di non poter contare su un lavoro stabile non aiuta i ragazzi a dar corso ai loro progetti di vita. Nel secondo dopoguerra si lasciava la famiglia intorno ai 25 anni.
Per la generazione degli anni Settanta il distacco avveniva verso i 28. In ogni caso, chi si allontana da mamma e papa’, non necessariamente mette su una propria famiglia: solo il 29,1% dei giovani tra i 20 e i 34 anni decide di vivere in coppia (coniugati o non). Si tratta di una quota molto bassa se si pensa alla percentuale del 37,9 registrata nel 1998.
 


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