DUBAI – Violenza e razzismo. I fattacci di Santo Stefano con l’agguato dei supporters dell’Inter nei confronti di alcuni tifosi del Napoli a pochi passi da San Siro che ha portato alla morte di un capo ultras nerazzurro e gli ululati nei confronti di Koulibaly durante la partita, non sono certo passati inosservati a Zurigo dove la Fifa non ha gradito. “La prima reazione da presidente è tristezza, sdegno, oltre che solidarietà nei confronti del giocatore”, le parole di Gianni Infantino, numero uno del calcio mondiale da Dubai dove è in corso il Globe Soccer.

NO AL RAZZISMO NEL CALCIO – “Quando sono stato eletto presidente – ha proseguito il dirigente italiano – ho proposto come segretario generale e per la prima volta nella storia una donna senegalese, questo perché bisogna trasmettere il messaggio, con atti concreti, che nel calcio non c’è posto per il razzismo”. Gli ululati razzisti nei confronti di Koulibaly per il numero 1 del calcio mondiale “vanno condannati con la massima severità, ma devono essere uno stimolo per tutti i dirigenti del calcio ad abbassare i toni, altrimenti fomentiamo l’aggressività che c’è in giro e che a volte sfocia in razzismo e altre in violenza. Il calcio è un mondo tollerante, dove violenza e razzismo non devono trovare posto”.

PUGNO DURO CONTRO I VIOLENTI – Infantino ha poi parlato della morte di Daniele Belardinelli. “Non è concepibile che si possa ancora morire per una partita di calcio, le leggi vanno cambiate, ma anche e soprattutto applicate, basta guardare quei paesi che hanno avuto problemi più gravi rispetto all’Italia e che li hanno risolti. Come? Andando a prendere i violenti, non sono migliaia come si pensa, sono decine, nel momento in cui li prendi e li togli dagli stadi fermi la violenza. Non è un problema solo italiano, la violenza va combattuta con leggi dure, io non riesco a capire come si possa andare a vedere una partita per distruggere e far casino, non esiste che lo stadio venga considerato una zona franca. La Thatcher ha risolto il problema hooligans in Inghilterra facendo una legge e applicandola. Per riuscirsi ci vuole la collaborazione di tutti, a cominciare dalle società”.


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/sport/serie-b/rss2.0.xml