MILANO – Con la scusa del caso Acerbi e senza un deciso intervento del ministro dell’interno Salvini, che si è limitato a fare il tifoso del Milan deluso dall’eliminazione della squadra dalla Coppa Italia e ha solo strizzato l’occhio agli ultrà rossoneri del suo bacino elettorale (“vergogna, solo i tifosi ci hanno messo il cuore”) alla vigilia del 25 aprile un gruppo di ultras della Lazio, dopo avere fatto la sceneggiata fascista vicino a piazzale Loreto, è stato identificato dalla polizia.  Allo stadio, prima, durante e dopo la partita, gli pseudotifosi hanno fatto tutto quello che volevano, nell’impunità totale.

1) I cori contro Bakayoko (“Questa banana è per Bakayoko”): almeno 20 volte durante la partita, si sentivano perfettamente. C’erano alcune banane gonfiabili in curva. A fine partita, tutti felici, i cantori lo hanno deriso ancora col coro e nessuno ha detto niente.

2) Gli ululati quando toccava palla, qualcuno anche a Kessié. Il primo buu, dopo una ventina di secondi, è stato assordante.

3) Lo speaker dello stadio, nel primo tempo e all’inizio del secondo, ha detto al pubblico che la partita poteva essere interrotta e poi sospesa, in caso di comportamenti razzisti. Invece non è successo assolutamente nulla. L’arbitro Mazzoleni, che già durante Inter-Napoli ignorò gli insulti a Koulibaly, ha tirato dritto. Anzi, nel finale ha addirittura ammonito Bakayoko, si suppone perché protestava per un fallo.

4) Bakayoko ha reagito giocando, anche abbastanza bene. Ma ha sentito tutto.

5) A fine partita Gattuso ha usato l’ironia (“spero che l’arbitro non abbia sentito niente”), ha elogiato l’atteggiamento di Bakayoko e ha spiegato che lui e Kessié erano stati invitati a non reagire a eventuali insulti: e sono stati esemplari. Per ora il club non è ancora che lo faccia, per difendere un suo giocatore, umiliato per tutta la sera.

6) La Rai, ente pubblico titolare dei diritti tv della Coppa Italia, ha sostanzialmente glissato sull’accaduto.

7) Se nessuno venisse punito, significherebbe che ormai, in uno stadio italiano, tutto è possibile,  che lo stadio e più che mai una zona franca e che i razzisti  sono ragazzacci, meritevoli al massimo di una tirata d’orecchie. Le immagini di corso Buenos Aires e del Meazza stanno facendo il giro del mondo, dove l’episodio suscita più indignazione che in Italia. Strano davvero. E pericoloso.


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/sport/serie-b/rss2.0.xml