ROMA. Diminuiscono gli omicidi in Italia, 357 l’anno scorso (contro i 397 del 2016 e i 500 del 2010), ma cresce in percentuale il numero delle donne uccise. Se nel 2014 rappresentavano il 20 per cento, ora sono più della metà delle vittime. Ad ammazzare 123 donne nel 2017 sono stati, nell’80 per cento dei casi, il compagno, l’ex, un familiare o un collega. Uomini che conoscevano e di cui si fidavano, spesso incensurati, di qualsiasi classe sociale, con una netta prevalenza di vittime al Centro e al Nord.

A fotografare un’Italia di vittime e assassini è stato l’Istat, che racconta come le 123 donne uccise nel 2017 (erano 149 l’anno prima), nell’80,5% dei casi è stata vittima di una persona che conosceva. In particolare, nel 43,9% dei casi si trattava del partner attuale (35,8%, 44 donne) o del precedente (8,1%, 10 donne). Nel 28,5% dei casi di un familiare e nell’8,1% dei casi (10 donne) di un’altra persona come un amico o un collega. Cresce anche il numero di omicidi compiuti da compagni ed ex: erano infatti gli autori nel 21,5% dei casi nel 2015 e del 30% nel 2016.

Proprio per questa loro peculiarità di collegamento con la dimensione domestica, spiega l’Istat, sugli omicidi delle donne non incidono le politiche intraprese nel settore della sicurezza e della lotta alla criminalità organizzata, che hanno invece favorito una forte contrazione degli omicidi degli uomini.
 
Gli uomini infatti raramente vengono ammazzati dal partner, donna o uomo che sia: 8 casi su 237 omicidi. Secondo i dati ufficiali, nel 32,1% dei casi gl italiani morti ammazzati sono stati uccisi da una persona che non conoscevano, e per il 43,2% non si è addirittura trovato l’autore. Al contrario delle donne, uomini uccisi da conoscenti sono solo il 24,8%, un terzo del corrispettivo valore delle donne.

E sono soprattutto italiani gli uomini che commettono violenza sulle donne, sia psicologica, sia familiare, sia fisica, portando le loro compagne a chiedere aiuto, rifugio. Lo dicono i dati della Rete dei Centri Antiviolenza D.i.Re, riferiti al 2017. La violenza sulle donne accolte nei centri antiviolenza viene infatti esercitata principalmente da uomini italiani (65%, contro il 23% di quelli di nazionalità straniera).


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Mario Calabresi
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