Nel mese di gennaio 2019 le richieste per il cambio di residenza arrivate al Comune di Bari sono state 396. Uno anno prima si erano fermate a 325. C’è un incremento qquasi del del 20 per cento, anche se non notevole, che segnala un certo movimento nella popolazione barese. E che può essere indicativo di qualcos’altro: l’arrivo del reddito di cittadinanza, la misura governativa con la quale si offre un aiuto alle famiglie indigenti.

“È un dato in linea con il passato – dice Angelo Tomasicchio, assessore ai Servizi anagrafici – che però può diventare una spia di quelli che potranno essere gli escamotage che qualcuno potrà utilizzare per ottenere comunque il reddito di cittadinanza. Penso soprattutto a quanti sceglieranno di lavorare in nero e utilizzare allo stesso tempo la card per fare le spese entro fine mese. O a chi magari farà girare soldi mai depositati in banca”.

La relazione fra l’aumento delle richieste di cambio di residenza e reddito di cittadinanza non è diretta, quindi, ma comunque trova il Comune preparato. “Il dato potrà essere più chiaro fra marzo e aprile, e i veri effetti si vedranno solo a fine anno”, dice l’assessore. La macchina dei controlli per verificare se qualcuno ha effettivamente cambiato casa intanto è sempre attiva, anzi “la gente – continua Tomasicchio – si lamenta perché ne facciamo troppi. In un primo momento mandiamo un informatore, e se non trova le persone a casa verifica comunque che si siano già stabilizzate chiedendo informazioni agli altri inquilini, ai vicini”.

Da quando a fine gennaio il decreto sul reddito di cittadinanza è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, quei controlli non faranno che aumentare: “Saremmo con gli occhi doppiamente aperti – continua l’assessore – se in prospettiva futura le persone vorranno accedere al reddito di cittadinanza con questo escamotage i controlli dovranno intensificarsi. E non solo quelli sul cambio di residenza, ma anche quelli relativi ai conti correnti, a opera dell’Agenzia delle entrate”.


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