PARTIAMO dal prezzo: 240 euro per uno smartphone con una dotazione hardware e software di questo tipo è un prezzo estremamente interessante. Stiamo parlando del Redmi Note 7, il modello più grande e completo dei Redmi 7 che Xiaomi ha lanciato sul mercato italiano, quello con 4 giga di Ram e 64 giga di memoria, un telefono di fascia media che, francamente, supera la media.

Il “look and feel” è quello che ormai domina il mercato degli smartphone, il Redmi Note 7 non si differenzia particolarmente dalla maggioranza delle macchine in circolazione, profilo in metallo, lucido, e retro in vetro. Il peso è leggermente più alto della media, siamo poco sotto i 200 grammi (186 per essere precisi) ma in generale lo smartphone è comodo e bilanciato. E’ un device “lungo” (le dimensioni sono 15,9 x 7,5 x 0,8 cm), ma sta bene in una mano.

Alcuni punti di forza il Redmi Note 7 li mette bene in evidenza, primo fra tutti quello della fotocamera, la prima a 48MP nella sua fascia, una specifica da non confondere con quelle dei top di gamma ma che fa del Redmi un ottimo strumento fotografico a basso costo. La qualità delle immagini è notevole per un telefono economico, la fotocamera principale ha un’apertura ƒ/1.8 e lavora con una seconda fotocamera da 5 megapixel ƒ/2.4 per il calcolo della profondità di campo. Gli scatti hanno una buona definizione e i colori sono gradevolissimi, anche quando la fotocamera lavora a una risoluzione più bassa, ovvero in automatico. Per avere la risoluzione massima va scelta la modalità Pro. I video non sono il massimo, ma del resto in questa fascia di prezzo è difficile trovare videocamere di alto livello. La fotocamera per i selfie funziona bene con i suoi 13 MP. Nel complesso ci si trova davanti a un comparto fotografico più che soddisfacente, per chi ha voglia di spendere di meno senza rinunciare a tutto. Lo schermo è ampio, 6,3 pollici, ha una risoluzione FullHD+ e una buona luminosità, un deciso passo avanti per gli schermi di smartphone non particolarmente costosi.

Il sistema operativo è Android Pie, con tutte le personalizzazioni “cinesi” di Xiaomi, attraverso l’interfaccia MIUI 10.2. Il processore è uno Snapdragon 660 octa core da 2,2 GHz, e lo smartphone arriva in due configurazioni, una da 3 GB di RAM e 32 GB di memoria e quella più ampia da 4 GB di RAM e 64 di memoria, che “spinge” lo smartphone verso la fascia media. La memoria può essere espansa, c’è la dual sim, ovviamente non mancano Wi-Fi dual band, Bluetooth 5.0, porta ad infrarossi, LTE fino a 450 Mbps C’è un piccolo led di notifica e sul retro c’è il lettore di impronte digitali. Come ovvio in un prodotto di fascia medio bassa c’è il jack audio, nella parte superiore dello smartphone. L’audio è più che sufficiente e c’è una interessante modalità “gaming”.

L’altro grande punto di forza è la batteria, da 4000 mAh, in grado di resistere quasi due giorni anche con un uso da “battaglia”. In conclusione ci si trova davanti a uno smartphone dal prezzo di fascia bassa (l’entry level costa poco meno di 180 euro) con caratteristiche di fascia media, con un rapporto prezzo/qualità francamente molto buono. Per l’uso quotidiano, telefonate, messaggi, Internet, qualche gioco e foto ricordo, è decisamente un acquisto più che consigliato.


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