Respirare per lungo periodo l’aria inquinata equivale a fumare un pacchetto di sigarette al giorno. L’allarme arriva da un nuovo studio pubblicato sulla rivista medica Jama e condotto su 6 aree urbane statunitensi: Baltimora, Chicago, Los Angeles, New York, St. Paul, Minnesota e Winston-Salem nella Carolina del Nord. Gli esperti hanno esaminato le conseguenze dell’inalazione a lungo termine di ozono a livello del suolo, particolato, ossido di azoto e carbone su oltre 7 mila adulti di età tra i 45 e gli 84 anni per 17 anni.

Tramite Tac e spirometria i ricercatori hanno potuto osservare che l’esposizione costante agli inquinanti è stata probabile concausa nei pazienti di enfisema, malattia debilitante, cronica e irreversibile solitamente associata al fumo che limita la capacità polmonare riducendo la quantità di ossigeno nel sangue. Dall’altra parte sono stati misurati giorno per giorno i livelli di agenti inquinanti nelle aree di residenza del campione posto sotto osservazione. La ricerca, tra le più complete effettuate negli ultimi anni sugli effetti dell’inquinamento atomosferico sulla salute, è stata avviata su pazienti sani, senza alcun problema polmonare, tenendo conto anche della loro età e delle abitudini.

Un nemico invisibile

Solo in parte lo smog è visibile. Alcune delle sostanze inquinanti non si vedono a occhio nudo, ma non per questo risultano meno dannosi per l’uomo. In particolare l’ozono a livello del suolo, che si forma dall’interazione delle sostanze inquinanti (combustibili fossili) con la luce solare, può irritare le mucose e causare gravi insufficienze respiratorie. “L’aumento dell’enfisema che abbiamo osservato è relativamente importante, simile al danno polmonare causato da 29 anni di consumo di un pacchetto di sigarette al giorno”, ha spiegato il dottor R. Graham Barr, professore di Medicina ed epidemiologia Columbia University Irving Medical Center e primo firmatario dello studio.

In conclusione, tutti gli inquinanti atmosferici sono risultati riconducibili a un aumento dell’enfisema. Ma se particolato, ossido di azoto e carbone sono in calo negli ultimi anni grazie al Clean Air Act che ha limitato le emissioni di gas serra, a preoccupare gli studiosi è soprattutto l’ozono a livello del suolo che, complice il riscaldamento globale, potrebbe peggiorare con ondate di calore che lo porterebbero oltre i limiti considerati non dannosi per la salute e non ancora stabiliti.

Malattie respiratorie e riscaldamento globale

Che il fumo di sigaretta e l’inquinamento atmosferico siano entrambi concausa di problemi respiratori era già noto, ma questo studio mette in evidenza per la prima volta la relazione tra i due fattori di rischio, fornendo nuove prove sui danni che lo smog può provocare soprattutto nei soggetti vulnerabili, come ha sottolineato alla Cnn Stephen Holgate, esperto e consulente per la qualità dell’aria presso il Royal College of Physicians nel Regno Unito. Secondo Joel Kaufman, uno degli autori dello studio intervistato da U.S. News & World Report, ora si tratta di capire in quale misura lo smog contribuisca alle malattie polmonari croniche che in America sono in aumento.

Secondo lo studio, l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico solo nel 2011 avrebbe causato oltre 107.000 decessi prematuri negli Stati Uniti. “Sappiamo che il fumo di sigaretta è una delle principali cause di enfisema, ma la vera sorpresa è stato verificare che anche l’ozono a livello del suolo può provocare danni simili”, ha concluso Kaufman.


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Carlo Verdelli
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