RIMINI  – Moglie e figlia lo avevano denunciato per maltrattamenti in famiglia e, dopo il suicidio della donna, lui ha minacciato di morte la ragazza, finendo in manette. Un 57enne della Valconca, nel Riminese, è stato arrestato mercoledì, dopo che, per le vessazioni subite, la moglie, il 20 ottobre, all’indomani dell’udienza per la conferma del provvedimento di allontanamento, era morta suicida.

Ieri l’interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Rimini, al quale il 57enne, difeso dall’avvocato Giuliano Cardellini ha chiesto di poter lasciare il carcere per una detenzione domiciliare. Il giudice non ha ancora sciolto la riserva. Al giudice il 57enne ha dato la sua versione dei fatti, giustificando le minacce nei confronti della figlia come “uno sfogo” dopo il grave lutto che aveva colpito la famiglia.

“E’ giusto e doveroso denunciare i soprusi, ma questa vicenda è estremamente complicata, non siamo di fronte ad un mostro. Il mio cliente era già stato allontanato da casa quando si è verificata la tragedia”, ha spiegato l’avvocato Cardellini.

Tutto ha avuto inizio in settembre, quando, dopo 34 anni di matrimonio, per la prima volta moglie e figlia trovarono il coraggio di presentare una denuncia ai carabinieri della Valconca. L’uomo venne così allontanato da casa dal giudice civile con un provvedimento ‘inaudita altera parte’. Prima dell’udienza con cui si sarebbe confermato il provvedimento civile, la moglie tentò di uccidersi, il 20 ottobre la morte.

“Lontano da casa – precisa l’avvocato Cardellini – quel gesto non è stato una diretta conseguenza di una violenza subita e non vi è traccia di denunce da parte delle due donne precedenti a quella di settembre”. Sono state però le recenti minacce alla figlia a portare il 57enne in carcere su richiesta del pm Paola Bonetti.

 


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/cronaca/rss2.0.xml