Quaranta ambulanti su sessanta multati in piazza Navona: sigilli per due box e “revoca delle concessioni” . È lunga la lista delle irregolarità contestate ai titolari dei banchi dello storico mercatino natalizio: illeciti amministrativi, difformità sui prodotti in vendita e poca chiarezza sui prezzi.

Il blitz è scattato ieri mattina: i caschi bianchi si sono fatti largo tra i turisti e romani che affollavano la piazza eseguendo controlli sui permessi e sulla merce. Il risultato? Su 60 bancarelle due sono state sequestrate. Altre 40 sanzionate con multe fino a 5mila euro. E per tutti i titolari è stata avviata la procedura per la revoca delle concessioni: “Non hanno rispettato le regole imposte dal bando per la vendita di merci e alimenti. Ed erano chiarissime – spiegano gli agenti – a partire dai prodotti in vendita”.

Al posto di oggetti artigianali sugli scaffali c’era di tutto, da quelli esportati dall’estero e dalla Cina a quelli di seconda mano. Di più: non è stata rispettata neanche la percentuale di oggetti natalizi che dovevano essere esposti. In due stand addirittura i vigili hanno trovato merce senza autorizzazione e per questo sono stati chiusi per “difformità totale rispetto alla concessione del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive del Campidoglio ” come si legge nel verbale della polizia.

Gli altri invece, dovranno affrettarsi e pagare la sanzione. Anche se potrebbe non essere sufficiente perché la richiesta della revoca dei permessi è stata già inoltrata. Un flop per la manifestazione già ridimensionata nel 2014 dalla giunta Marino che aveva iniziato la sua battaglia contro la holding degli ambulanti, i Tredicine. Un cartello familiare su cui, a vario titolo, da anni indagano magistratura e Guardia di Finanza. Arrivati a Roma vendendo caldarroste, da tempo gestiscono la maggioranza degli spazi riservati ai camion bar davanti ai monumenti più importanti. “Padroni” pure della storica piazza ma ieri i primi a fare i conti con multe e chiusure. Infatti, ancora con l’ultima gara pubblicata a novembre dal Campidoglio, 20 dei 42 banchi sono stati assegnati alla nota famiglia.

E grazie a un cavillo: nell’ultima versione del regolamento per le Attività commerciali su area pubblica, uno dei primi atti approvato dalla maggioranza grillina, quella della Befana risulta essere formalmente una ” fiera”. Se fosse stata cambiata la forma giuridica, da “fiera” a “festa”, gli uffici avrebbero potuto scrivere un bando senza considerare il peso dell’anzianità dei partecipanti. Ma, assegnazioni a parte, è proprio sul lavoro degli ambulanti che si stanno concentrando i poliziotti di via della Consolazione: ” Le irregolarità riguardano anche i prodotti alimentari ” spiegano gli agenti ” in alcuni casi non erano tracciati, in altri mancavano le etichette e si tratta di dolci e caramelle per i bambini”. Eppure, dopo gli stop e il salvataggio in extremis dello scorso Natale, questo sarebbe dovuto essere l’anno della rinascita per il mercatino.


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