MOSCA – “Dal punto di vista fisico e del sistema di gioco penso che la squadra sia cresciuta, il problema è che non abbiamo continuità”. E’ il parere dell’allenatore della Roma, Eusebio Di Francesco, sul momento dei giallorossi. “Insisto sulla continuità, perché molte squadre vincono al 96′ o anche di misura e questo denota mentalità vincente -sottolinea Di Francesco in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Cska Mosca-. Dobbiamo credere nei nostri mezzi e non fermarci a pensare a episodi che possono condizionare la gara. In campionato abbiamo 27 partite da giocare e non sono poche e dobbiamo dimostrare domani che in Champions stiamo facendo un altro cammino importante”.

Di Francesco torna poi sul pari di sabato scorso a Firenze: “Le immagini del rigore parlano chiaro. Abbiamo subito un rigore che non c’era e questo ha condizionato la squadra” dice. “La squadra però avrebbe dovuto reagire ugualmente e invece abbiamo aspettato troppo per ricominciare a giocare. Nella prima mezz’ora eravamo in dominio della gara, dopo l’episodio abbiamo reagito tardivamente. Ci succede spesso, accadde anche con la Spal. Per diventare grandi e crescere dobbiamo migliorare negli atteggiamenti durante la partita, senza fermarci a protestare e continuando a giocare”.

Il tecnico della Roma commenta anche le frasi di Paulo Sousa, ex allenatore della Fiorentina che parlando a Sky ha ammesso che gli piacerebbe guidare i giallorossi: ”Non mi interessano le sue dichiarazioni, ho cose più importanti a cui pensare. Me le hanno riferite, non le ho sentite: sta a voi dire se sono indelicate o meno, visto che siete bravi a leggere nel pensiero degli altri”.

 DZEKO: “MI FA BENE ARRABBIARMI, DIVENTO PIU’ FORTE” – In conferenza stampa con Di Francesco c’è anche Edin Dzeko: “Quando sbaglio sono io il primo a rammaricarmi ma penso sempre a migliorarmi, senza guardare mai indietro. Non mi fa piacere perdere e anche per questo sono nervoso. Non è l’inizio di campionato che io e la squadra pensavamo, il mister dice che quando mi innervosisco perdo dieci minuti ma arrabbiarmi mi fa anche bene, mi dà una forza diversa”. “Cosa manca a Schick per esplodere? Ricordo il mio primo anno qui – aggiunge Dzeko – Lui è più giovane, alla Samp l’abbiamo visto. Deve iniziare da sè stesso, dare di più in allenamento e in partita e noi più anziani dobbiamo aiutarlo. A volte non ha avuto fortuna, come contro il Frosinone, dove avrebbe potuto segnare senza quella grande parata. Un gol può cambiare tanto”.

 


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


SITO UFFICIALE: http://www.repubblica.it/rss/sport/serie-b/rss2.0.xml