ROMA – Claudio Ranieri ce l’ha fatta. A prescindere dall’esito che avrà la rincorsa alla Champions League, l’artefice del miracolo Leicester ha portato a termine la sua missione: ha restituito un anima alla Roma. Mentre la piazza pare ormai concentrata solo sul futuro di Antonio Conte, lui ha preso una squadra su cui scorrevano già i titoli di coda, ha riavvolto il nastro e le ha permesso di godersi un finale alternativo. Se nelle ultime quattro partite Dzeko e compagni hanno subìto un solo gol, riappropriandosi del quarto posto, il merito è senza dubbio delle riforme messe in atto da Sir Claudio. Che ai suoi giocatori ha sempre ripetuto: “L’importante è non prendere gol, perché con tutta la qualità che abbiamo in attacco, prima o poi un gol lo facciamo”. Non è un caso che i maggiori benefici della nuova gestione emergano soprattutto dalla fase difensiva. Dopo aver silurato Olsen per far spazio a Mirante, Ranieri ha chiesto ai suoi di tenere più strette le linee di difesa e centrocampo, ma soprattutto ha ordinato di dimenticare i dettami di Di Francesco e di non far partire mai l’azione dal portiere con la palla a terra. 
 
FAZIO, PASTORE E KLUIVERT: I RIGENERATI DA RANIERI – Così, dopo aver imparato a non prendere gol a ogni assalto avversario, i difensori giallorossi hanno iniziato a dare il loro contributo perfino in zona gol. Contro il Cagliari Kolarov ha segnato il suo ottavo gol in campionato (per intenderci, lo stesso bottino raccolto da Dzeko), mentre Fazio ha messo a referto la sua quinta rete. Proprio lo spilungone argentino, che dopo un inizio agghiacciante sembra tornato il solido ‘Comandantè della scorsa stagione, è uno di quelli più rivitalizzati dalla cura Ranieri: con il nuovo assetto difensivo ha in effetti meno campo da coprire, evitando di essere preso in velocità e fare figuracce. Tra i meriti del tecnico, però, c’è anche quello di aver dato restituito fiducia a un desaparecido come Pastore, che con Di Francesco aveva litigato di brutto durante il derby di ritorno con la Lazio e, complici gli innumerevoli guai fisici, era sparito dai radar. 
 
Dopo averlo tenuto in stand-by per qualche mese, Ranieri ha capito che il desiderio di riscatto del Flaco, insieme alle sue indiscusse doti tecniche, potevano fargli comodo. Risultato: contro il Cagliari l’argentino, che non partiva titolare addirittura a settembre, lo ha ripagato con una prestazione da favola e con il ritorno al gol al dopo sette mesi di astinenza. Ciò non toglie che la Roma in estate farà di tutto per venderlo, consapevole che con Pastore il rischio è di avere sì un diamante, ma di poterlo sfoggiare soltanto una volta su dieci. E’ destinato a restare a Roma invece Justin Kluivert, che in campionato è sempre fermo a un solo gol segnato ma da qualche tempo inizia a dare segnali di risveglio. Ranieri gli ha dato fiducia, quella che con Di Francesco non aveva più, ma gli ha chiesto di essere meno anarchico e più altruista, senza dimenticarsi di dare un mano in difesa. Detto fatto: l’olandesino ha messo il turbo e contro il Cagliari è stato tra i migliori in campo sfornando anche l’assist per il 2-0 di Pastore. A fine stagione, insomma, saranno in tanti a dover ringraziare l’allenatore dei miracoli. 

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