ROMA – Mentre la lettera di James Pallotta ha confermato le rivelazioni di Repubblica, avvalorando la tesi che nell’ultimo anno tra Trigoria e Boston sia andata in scena una trama degna di ‘House of Cards’, la Roma è sempre alla disperata ricerca di un allenatore. In queste ore il futuro direttore sportivo Gianluca Petrachi, che attende ancora di separarsi definitivamente da Urbano Cairo e dal suo Torino, sta lavorando sotto traccia su una short list di candidati: per la scelta del nuovo tecnico, la prossima settimana sarà senza dubbio quella decisiva. In pole position rimane il portoghese 46enne Paulo Fonseca che ha appena vinto il campionato ucraino con lo Shakhtar Donetsk ed è stato contattato nelle scorse settimane dalla dirigenza capitolina. L’arrivo di un tecnico straniero, che non ha mai allenato in Italia, rappresenta un’incognita su cui i dirigenti giallorossi stanno riflettendo: il rischio infatti è che Fonseca abbia bisogno di qualche mese per adattarsi al calcio italiano, un lusso che la Roma al momento non può permettersi dato che tra meno di due mesi dovrà affrontare il faticoso preliminare di Europa League. Per certi versi, la scelta di Fonseca assomiglierebbe molto a quella del francese Rudi Garcia, che fu chiamato a sorpresa dalla Roma nel 2013 dopo la disastrosa stagione culminata con la sconfitta in Coppa Italia contro la Lazio. Come allora, anche stavolta l’idea sarebbe quella di affidare la rifondazione a un profilo straniero con una discreta esperienza internazionale, ma del tutto estraneo allo tsunami che si è abbattuto sulla Roma dopo l’addio di De Rossi, con la speranza che riesca a rasserenare un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi. 

Il nome di Mihajlovic spacca la tifoseria

Chi di sicuro non porterebbe pace e armonia nell’ambiente è Sinisa Mihajlovic, la cui candidatura appare sempre più debole proprio per lo scarso feeling con la tifoseria romanista. Se da un lato rappresenta la prima scelta di Petrachi, che con lui ha lavorato al Torino, dall’altro il serbo è uno dei nemici storici dei tifosi giallorossi, che non gli perdonano il suo passato laziale. Negli ultimi giorni, sono comparse in molte zone della Capitale numerose scritte offensive, anche a sfondo razzista, nei confronti di Mihajlovic. Quest’ultimo, però, oltre a Petrachi, ha un altro grande sponsor che potrebbe calmare le acque: Francesco Totti. L’ex capitano giallorosso ha mosso i primi passi da giocatore della Roma proprio accanto a Mihajlovic, quando in panchina c’era Vujadin Boškov, e negli anni scorsi i due hanno ricucito il loro rapporto dopo qualche vecchia incomprensione. Totti sarebbe pronto ad affidarsi all’esperienza e alle doti caratteriali di Mihajlovic, che la prossima settimana dovrà dare una risposta al Bologna circa la sua permanenza.

Gattuso si sfila, De Zerbi resta in gioco

Dalla corsa per la panchina della Roma pare essere uscito di scena Rino Gattuso. Il tecnico, che gode della stima di Totti con cui ha vinto il Mondiale, è stato contattato dalla dirigenza romanista ma non è sembrato convinto di imbarcarsi in un’avventura così complicata, specie dopo il turbolento addio con il Milan. Tra l’altro, su Ringhio sembra aver messo gli occhi la Lazio che lo vorrebbe come successore di Inzaghi, qualora quest’ultimo decidesse di dire addio. Infine, anche se appare la più debole, non tramonta ancora la pista che porta a Roberto De Zerbi. L’allenatore bresciano è quello più indietro nelle preferenze della dirigenza, ma intriga per il suo gioco offensivo e per le sua capacità di lavorare con i giovani. 
 

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