Arrestata a Roma la direttrice generale del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), Ida Marandola. L’arresto è stato eseguito dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine della procura di Roma che ha portato alla luce “gravi irregolarità” nella gestione dell’ente. Oltre a Marandola è finito ai domiciliari un altro funzionario: le accuse sono di peculato, abuso d’ufficio e falso. Il Gip ha anche disposto il sequestro di beni per 8 milioni. Coinvolte altre tre persone: per il dirigente dell’ufficio bilancio, il dirigente e un dipendente dell’ufficio gare e appalti è scattato l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Marandola avrebbe attestato numero di dipendenti superiore a quello reale, in modo da procedere in piena autonomia nel mercato immobiliare privato nella scelta dell’immobile da adibire a nuova sede dell’Ente. La direttrice generale avrebbe anche alterato i contratti per l’affidamento dei servizi di trasloco e facchinaggio, allo scopo di non superare le soglie oltre le quali è previsto il ricorso a una gara pubblica. Maggiori oneri a carico delle finanze pubbliche sono derivati anche dalla mancata riduzione, in base alla legge sulla “spending review”, del canone di locazione di due immobili, che avrebbe consentito un risparmio di circa 700.000 euro. Sono, infine, emersi abusi nella procedura di stabilizzazione di alcuni lavoratori precari e nel pagamento di prestazioni professionali affidati a due persone che, in realtà, non hanno svolto alcuna attività lavorativa.
 




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