ROMA – “Mio padre è il mio idolo, ma mi sono ispirato anche a giocatori come Cristiano Ronaldo”. Justin Kluivert non rinnega papà Patrick ma conferma di avere larghi orizzonti dal punto di vista degli idoli. L’olandese della Roma, in una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport, esalta il portoghese: “Vive per questo sport e cerco di imitarlo, ma alla Roma sto benissimo. Sogno un gol contro il Real Madrid, è una partita chiave e sono curioso di sapere quale sarà il risultato: possiamo vincere e arrivare primi nel girone. Intanto, però, pensiamo all’Udinese: una gara importante contro una buona squadra, ma se giocheremo bene riusciremo a vincere”.

TANTE DIFFERENZE RISPETTO ALL’OLANDA – L’ala giallorossa non nasconde qualche piccolo problema di ambientamento: “Nel passaggio dall’Ajax alla Roma ho notato tante differenze, devo lavorare e migliorare ancora molto. Di sicuro posso fare meglio in fase difensiva e mi sto impegnando tanto in questo senso. In avanti potrei segnare più gol, abbiamo un ottimo allenatore che mi ha dato tanti consigli. Mi dice di usare di più e al meglio la mia velocità, di attaccare gli avversari. In molti mi hanno fatto notare che sono diventato il marcatore più giovane della storia della Champions League romanista, è bello pensare che sarò ricordato anche in un giorno molto lontano”. Nonostante qualche fisiologico momento di difficoltà, Kluivert si è comunque calato benissimo nella nuova realtà: “Il mio bilancio è molto buono, ogni giorno di più mi godo ciò che mi sto vivendo. Non vedo l’ora di scoprire il mio futuro. Mio padre mi aveva detto che il calcio italiano mi avrebbe reso più forte”. Un pensiero speciale va a Monchi: “Quando ci siamo parlati è stato molto convincente, lui e i dirigenti del club mi hanno fatto capire che mi volevano fortemente. Sapevo che la competizione sarebbe stata alta e questo è bello, perché posso imparare molto dai tanti campioni che ci sono qui”. Tra i tanti campioni c’è indubbiamente Daniele De Rossi: “Il capitano è molto importante, prima di venire qui mi ha scritto un messaggio: era contento del mio arrivo, mi dava il benvenuto. Questo mi ha reso felice, è stato un onore per me ed è stato bello sapere di giocare al suo fianco”.


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Mario Calabresi
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