ROMA – Mentre la furia di Pallotta si abbatte sulla squadra, Totti chiede più poteri da dirigente e Ranieri giura di non pensare alle dimissioni, la Roma vede sgretolarsi piano piano tutti gli obiettivi stagionali che soltanto pochi mesi fa sembravano alla portata. Se la Champions appare ormai un miraggio, malgrado il quarto posto del Milan sia lontano incredibilmente soltanto 4 punti, il timore che serpeggia adesso a Trigoria è che di questo passo si perderà pure il treno che porta in Europa League. E guardando la classifica, non appare una teoria così improbabile. La Roma è ormai in caduta libera, scavalcata perfino dall’Atalanta, e adesso con il fiato sul collo pure di Torino e Sampdoria, ormai talmente vicine che iniziano a pregustare l’operazione sorpasso sui giallorossi. Granata e blucerchiati distano solo tre punti e la buona notizia per Ranieri è che mercoledì le due rivali si affronteranno nello scontro diretto. Il settimo posto occupato oggi in classifica porterebbe la Roma ai preliminari di Europa League, con i relativi tre estenuanti turni preliminari, ma solo se la Fiorentina non vincesse la Coppa Italia.

Rebus condizione atletica

“Io cerco di aiutarli, ma il problema è che gli altri corrono più di noi”. Claudio Ranieri, com’è nel suo stile, ha sintetizzato in maniera glaciale le difficoltà atletiche, oltre che tecniche, palesate ieri dalla Roma nella disfatta con il Napoli. I suoi giocatori appaiono più stanchi di partita in partita ed è sempre più evidente come la preparazione atletica sia stata fallimentare. Basta dare un’occhiata ai numeri: nella classifica stilata dalla Lega Calcio relativa ai chilometri percorsi da ogni squadra di Serie A, la Roma è addirittura quindicesima e nei 150 giocatori che corrono di più nel campionato solo quattro sono romanisti. Ecco perché, dopo aver cacciato lo staff medico e il capo dei fisioterapisti, Pallotta ha richiamato in fretta e furia Ed Lippie (ieri in tribuna all’Olimpico), il suo preparatore atletico di fiducia a cui ha chiesto un mezzo miracolo: rimettere in piedi una squadra stanca, demotivata e decimata dagli infortuni. Già, gli infortuni: nel corso della stagione, prima Di Francesco e poi Ranieri hanno dovuto fare i conti con un totale di 41 lesioni muscolari che hanno costretto a schierare spesso giocatori acciaccati oppure ragazzini della Primavera.

Intanto Totti chiede più poteri

Le parole di ieri pronunciate da Francesco Totti prima della gara col Napoli hanno avuto a Trigoria lo stesso effetto di un terremoto. L’ex capitano, che ha ammesso a Sky di aver rivestito un ruolo decisivo nel richiamare Ranieri dopo l’esonero di Di Francesco, ha chiesto senza mezzi termini di avere più potere nelle decisioni. “Se dovessi avere maggiori responsabilità, cambierei qualcosa”, ha sentenziato Totti, reclamando di fatto un ruolo più autonomo e operativo nella società. Dopo due stagioni di apprendistato trascorse soprattutto da ambasciatore del club, l’ex numero 10 ha fatto capire di essere pronto a supportare il prossimo direttore sportivo (sempre che Massara non venga confermato) anche sulle strategie di mercato. Ma soprattutto, e a Trigoria non è un mistero, Totti si augura che venga chiarito una volta per tutte il ruolo di Franco Baldini, consigliere del presidente Pallotta e reale decisore della proprietà americana. L’ex capitano sa bene che in estate andrà in scena l’ennesima rivoluzione romanista e, stavolta, vuole che la sua esperienza possa dare una mano per ripartire col piede giusto. 

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