ROMA – “Spero che lo stadio possa vedere la luce in tre anni e che i politici non mandino tutto all’aria”. Il presidente della Roma James Pallotta torna a parlare del progetto di Tor di Valle e lo fa senza usare di giri di parole. Il patron statunitense, in un’intervista rilasciata alla web-tv Real Vision lo scorso 12 marzo, prima cioè che venisse arrestato il presidente dell’assemblea capitolina, il cinque Stelle Marcello De Vito, ha spiegato che si inizierà a costruire il nuovo impianto alla fine dell’anno, poi ci vorranno circa 28 mesi prima dell’apertura. Pallotta non ha risparmiato critiche al mondo della politica, arrivando a dire che si augura che “stavolta non mandino tutto all’aria. Sono sempre le questioni politiche che rovinano le economie – ha detto il presidente giallorosso – e io mi preoccupo del livello di debiti come ho fatto per tutta la vita. Ma la cosa che mi preoccupa di più sono le decisioni politiche, sia in Italia che nel mondo in generale”.

Pallotta: “Lo stadio doveva esserci già da 3 anni”

Il presidente della Roma ha ricordato le difficoltà incontrate nel lungo percorso che sta portando alla realizzazione dell’impianto di Tor di Valle, un iter iniziato ben sei anni fa: “Sono almeno tre anni che avrebbe dovuto esserci lo stadi o- ha affermato -. Alcuni problemi forse sono stati auto-inflitti dal costruttore che possedeva i terreni (Luca Parnasi, ndr) ma altri dalle istituzioni. A volte è solo più facile non prendere una decisione, e a volte hai un cambiamento da un governo a un altro ed è come se dovessi ricominciare tutto da capo”. 
 
La differenza con gli Stati Uniti, secondo Pallotta, è che lì “in molti casi ti danno centinaia di milioni di dollari di crediti d’imposta o agevolazioni fiscali o persino denaro per l’infrastruttura. Nel nostro caso – ha spiegato l’imprenditore americano – non otteniamo denaro per le infrastrutture e non otteniamo soldi per lo stadio. In ogni caso, vogliamo fare una struttura da 54 mila posti e 270 mila metri quadrati di spazio per l’intrattenimento. Quindi speriamo che tutto sia a posto entro la fine di maggio e che non cambi nulla, così da ottenere le risorse finanziarie necessarie e mettere la prima pietra entro fine dell’anno”. Come già detto in precedenza, le dichiarazioni di Pallotta, che nella Capitale hanno fatto molto rumore, sono state presto superate dalla nuova inchiesta ‘Congiunzione Astrale’ che nelle scorse settimane ha scosso il Campidoglio portando ad alcuni arresti eccellenti proprio in relazione alla costruzione del nuovo stadio della Roma.

Pallotta: “Pensavo che il calcio fosse lo sport peggiore”

Grande appassionato di basket e tifoso dei Boston Celtics, Pallotta non ha nascosto le sue iniziali perplessità legate al mondo del calcio. “La verità è che pensavo che il calcio fosse il peggiore sport nella storia degli sport – ha sentenziato il presidente – poi, abbastanza velocemente, è diventato il mio sport preferito o comunque al pari del basket. Ora, quando guardo una partita a casa, accendo 5 televisori insieme in stanze diverse e cammino. Se sono a Roma durante una partita non riesco a sedermi. Sto in piedi con Tonino (Tempestilli ndr), un uomo che lavora nel club, e guardiamo insieme il match. Il mio posto fortunato è il 13 e cerco sempre di tenerlo vuoto. Quando abbiamo comprato la squadra, era in grave difficoltà finanziaria. I precedenti proprietari, mentre potevano aver fatto un buon lavoro in alcuni anni sul campo, prendevano in prestito da altre imprese e hanno avuto grandi quantità di debito. Penso che Unicredit in pratica fosse il proprietario della squadra e noi abbiamo avuto molto da fare per cambiare questa cosa”.

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