ROMA – Più passa il tempo e più si avvicina per la Roma la risoluzione del rebus legato all’allenatore. Ormai è una corsa a due tra Paulo Fonseca e Roberto De Zerbi, dato che Sinisa Mihajlovic nelle ultime ore ha perso decisamente quota. Il tecnico serbo, dopo la rivolta dei tifosi romanisti che non intendono perdonargli il suo passato nella Lazio, è stato scartato dal futuro ds Petrachi, che pure lo aveva proposto alla dirigenza salvo poi essere costretto a fare marcia indietro per i suddetti problemi ambientali. Domani è invece in programma un incontro con l’entourage di De Zerbi, che quest’anno è arrivato undicesimo con il Sassuolo e che porterebbe in dote a Trigoria la sua capacità di gestire una rosa fatta di giovani, impalcatura imprescindibile su cui la proprietà americana intende costruire la Roma del futuro. L’allenatore bresciano non ha certo un curriculum di prima fascia, ma avrebbe il vantaggio di conoscere già la Serie A e un suo insediamento, a differenza di un candidato straniero, non richiederebbe alcun periodo di adattamento.

Resta viva l’opzione Fonseca

Leggermente più mimetizzata ma sempre valida la pista che porta a Paulo Fonseca dello Shakhtar Donetsk, a cui la Roma intende offrire un contratto triennale di 2,5 milioni netti più bonus, cifra molto simile a quella che il Ceo Guido Fienga aveva proposto a Gasperini. I contatti tra la società giallorossa e il tecnico portoghese, che ha conquistato tre campionati di fila al timone dello Shakhtar, sono iniziati già nelle scorse settimane e hanno coinvolto pure il potente agente Jorge Mendes. Secondo la stampa lusitana, in questi giorni Fonseca si trova in Portogallo per trascorrere le vacanze e la prossima settimana è in programma l’incontro con i dirigenti della Roma. Il tecnico avrebbe già dato la sua disponibilità a trattare con il club capitolino anche se ha ancora un anno di contratto con lo Shakhtar: il presidente della società ucraina Akhmetov, però, ha ammesso pubblicamente che non intende opporsi ad un’eventuale partenza del suo alleanatore.

Kluivert: “Un onore giocare con De Rossi”

“Tra vent’anni potrò dire di aver giocato accanto a Daniele De Rossi”. A dirlo è Justin Kluivert che, dopo l’intervista di due giorni fa al termine del match dell’Olanda Under 21, è tornato a parlare del suo primo anno alla Roma. Un anno in chiaroscuro, dove al feeling iniziale interrotto con Di Francesco è seguito un periodo più sereno coinciso con l’arrivo in panchina di Claudio Ranieri. “E’ stata una stagione altalenante, abbiamo avuto alti e bassi, anche perché eravamo una squadra molto giovane – ha dichiarato Kluivert all’emittente televisiva olandese Nos -. Personalmente non posso lamentarmi, considerando che per me era il primo anno in Italia. Quello che volevo forse era giocare di più, fare magari più gol e assist, come un attaccante dovrebbe. Proprio per questo non vedo l’ora che inizi il prossimo campionato”. Il giovane attaccante olandese è poi tornato sull’addio di Daniele De Rossi alla Roma, raccontando l’emozione provata nel giocare insieme all’ex campione del mondo: “Quella del suo addio è stata una giornata emozionante – ha ammesso Kluivert -.Tra vent’anni potrò dire ai miei figli di aver giocato con lui. Questo significa molto per me. Spero anche, dall’altra parte, che lui possa dire magari ‘Ascolta, io ho giocato con quel Justin’. Lavorerò per questo”.

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