Inchiodati dalle telecamere sparse per i vicoli di Trastevere, riconosciuti in foto dai ragazzi che hanno aggredito e infine identificati dalla Digos. Sono quattro gli aggressori legati all’ultradestra capitolina e denunciati per l’attacco subito nella notte tra sabato e domenica. Ma chi sono? Militanti di Casapound e di Blocco Studentesco, l’organizzazione che fa capo alla stessa Cpi. Il più anziano è B.S., classe 1981. Fa il parrucchiere in zona Casalotti. Quella sera erano tutti a Trastevere per festeggiare il suo addio al celibato. Di fatto, stando a quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe lui il fomentatore dell’aggressione ai danni di David Habib e Valerio Colantoni, uno il naso rotto e l’altro un taglio sul sopracciglio con una bottiglia.

Poi c’è C.M., 23 anni, con precedenti di polizia per danneggiamento, interruzione di pubblico servizio, e resistenza a pubblico ufficiale: è un militante di Blocco Studentesco e l’autore della testata ai danni di David Habib, “colpevole” di avere indosso la maglietta del Cinema America e di “mostrarsi antifascista”. Poi un suo coetaneo, V.M., anche lui classe 1996. Nel suo casellario giudiziario conta numerosi precedenti. Già sottoposto a Daspo avrebbe colpito con una bottigliata Valerio Colantoni. L’altro 23enne, e militante di Casapound è M.A.: a suo carico si contano precedenti per lesioni e violenza privata.

L’indagine è stata complessa e serrata. Dopo l’acquisizione delle immagini delle telecamere acquisite dai carabinieri della compagnia di Trastevere si è passata alla fase numero due dell’indagine. Gli agenti della Digos hanno preso in mano l’indagine – proprio perché specializzati nell’ambito dei reati compiuti dagli dall’estremismo di destra – e hanno scandagliato i volti immortalati dalle telecamere di videosorveglianza che, però, non erano riconducibili a soggetti noti. È allora che si è iniziato a cercare, in maniera certosina, tra tutti i personaggi del sottobosco dei gruppi di destra capitolini. Grazie anche alla collaborazione fornita dai ragazzi del Cinema America, che sono andati più volte in questura per fornire indicazioni.

Poi ieri sono scattate le perquisizioni, delegate alla stessa digos e ai carabinieri, all’interno delle case dei quattro aggressori che hanno consentito di trovare gli indumenti utilizzati durante l’agguato e una serie di segni distintivi, emblematici dell’appartenenza dei soggetti agli ambienti della destra di Blocco Studentesco e Casa Pound.


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