ROMA – La Roma si riannoda nel proprio passato, cancellando in un colpo l’ultimo mese. E forse non è un caso se il risultato è lo stesso con cui aveva perso a Bologna, ma con l’aggravante di precipitare in casa: 0-2 per una Spal capace di uscire dal tunnel di 4 ko di fila con il secondo successo in trasferta del proprio campionato. Anche quello a Bologna, nel turno d’esordio.
 
Neanche il modulo della resurrezione ha salvato Di Francesco, stavolta. A condannarlo, un’involuzione che ha proiettato all’Olimpico, davanti a migliaia di ragazzini che avevano approfittato di una promozione studenti, la squadra ipnotizzata un mese fa da Pippo Inzaghi al Dall’Ara. Le assenze di de Rossi, Kolarov, Schick e Perotti non possono giustificare l’apatia di una squadra a cui sembrava pesare da matti il solo essere lì. E così, mentre Dzeko iniziava a sparare sul portiere Milinkovic palloni abbastanza invitanti, Semplici ha subito fatto capire con quel sistema collaudatissimo che prevede di pressare i portatori e ripartire sulle fasce che non sarebbe stata una passeggiata.
 
Proprio in quel modo è arrivato il vantaggio: imbucata per Lazzari, più veloce del giovane Luca Pellegrini che sentendosi superato l’ha sbilanciato, atterrandolo. Rigore, per Pairetto. Per Petagna, l’occasione imperdibile per fare 0-1. Centrata. La ripresa non ha fatto vedere novità nella trama, che pareva scritta per far felice la Spal. Il tempo di ammirare un errore vintage di Dzeko, capace di calciare fuori a distanza zero, che su un corner di Valdifiori s’è alzato Bonifazi, più rapido di Cristante e più in alto di Fazio. Per il difensore scuola Toro, una testata utile a segnare il primo gol in Serie A e chiudere il colpo dello 0-2. Di Francesco a quel punto è parso perdere l’orientamento infilandosi in una serie di mosse labirintiche: Kluivert per un Cristante inguardabile e via al 4-2-4. Per poi rimangiarselo levando Under, male pure lui, per Coric, che ha scavalcato in un colpo nelle gerarchie Pastore e Zaniolo, regalandosi il debutto assoluto.
 
L’unica emozione, al netto di un sinistro stampato da Pellegrini sull’incrocio, l’ha prodotta l’arbitro Pairetto. Che in dieci secondi ha ammonito due volte il portiere Milinkovic per perdita di tempo – quasi imbeccato dalla curva, più che dal suo assistente – lasciando la Spal in 10. Il compito da assolvere però era semplice: bastava chiudersi, tanto la Roma, di fare male, non pareva averne voglia. Nemmeno quando Pastore è comparso in campo, con l’unico risultato di perdere un pallone sanguinoso e spalancare il contropiede a Everton Luiz e Petagna, troppo tenero per Olsen. Ma il colpo del ko la Spal l’aveva assestato già. E per la Roma, a tre giorni dal match chiave in Champions col Cska, è di nuovo notte fonda.

Roma 0 Spal 2
38′ pt Petagna, 11′ st Bonifazi
Roma (4-2-3-1) – Olsen – Florenzi, Fazio, Marcano, Luca Pellegrini (33′ st Pastore) – Cristante (14′ st Kluivert), Nzonzi – Under (26′ st Coric), Lorenzo Pellegrini, El Shaarawy – Dzeko. 
Spal (3-5-2) – Milinkovic – Cionek, Vicari, Bonifazi – Lazzari, Missiroli, Valdifiori (25′ st Fares), Valoti (33′ st Gomis), Costa – Paloschi (21′ st Everton Luiz), Petagna.
Arbitro: Pairetto
Note: al 31′ st espulso Milinkovic per doppia ammonizione. Ammoniti Missiroli, Luca Pellegrini, Lorenzo Pellegrini, Paloschi, Everton Luiz, Fazio. Spettatori 39.839

 

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Mario Calabresi
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