È partita la demolizione di una villa simbolo dello strapotere criminale a Roma, in questo caso della famiglia Casamonica, il clan rom che gestisce la piazza dello spaccio e dell’usura, ma anche di molte altre attività criminali, di Roma est. Alla Romanina si sono infatti accesi i mezzi meccanici del Genio dell’Esercito, coordinati dalla Regione Lazio, per aggredire a colpi di ruspa la villa in via Roccabernarda 15, dichiarata abusiva nel 2009, sgomberata nel 2013, quindi finita sotto il controllo del Demanio e rimasta nel patrimonio del Demanio fino a giugno 2018, quando è entrata nel patrimonio immobiliare della Regione Lazio.

Pinza idraulica per demolizione, escavatore a benna rovescia, pala per la raccolta del materiale demolito e autobotte per il rilascio di acqua per far calare le polveri durante le operazioni: è tutto pronto e ormai già in campo. Si stima che l’intera demolizione, selezione dei materiali e conferimento ai centri di stoccaggio richiederà tre settimane di lavoro e una spesa di circa 120mila euro, comprensiva della rimozione delle macerie. Come già annunciato da Zingaretti nelle scorse settimane, e come recita anche un grosso cartello appeso al cancello, “Qui nascerà un parco pubblico per il quartiere”. Intorno alla villa da demolire ci sono altre ville appartenenti alla famiglia Casamonica.

Intanto la zona, presidiata da decine di poliziotti e carabinieri, si è riempita di curiosi e vicini. Tra questi anche alcuni Casamonica, come Guerino, detto Pelè, che abita in via Roccabernarda a Roma, a pochi metri di distanza dalla villa in abbattimento, al civico 8, in una villa rosso pompeiano di due piani con piscina, che sull’arrivo del ministero dell’interno dice: “Verrà Salvini? Ben venga, se vuole gli offro anche il caffè. Anzi se vuole glielo porto pure”. Tra l’altro quella villa, ha aggiunto, è “di mia sorella che è morta” e “ci ha vissuto anche mio padre”. Per poi chiosare: “Noi non controlliamo nessun territorio”. Rispetto alle demolizioni che hanno riguardato altre ville dei Casamonica, Guerino ha detto: “Sono tranquillo, mi interessa zero, noi siamo la famiglia Rossi, cioè come altre persone. In più non penso che la mia famiglia sia sotto attacco: qui è tutto abusivo, anche la mia, che però è stata condonata. Qui si vive bene, c’è l’aria pura, non mi trasferirei mai”, ha aggiunto. “Se do fastidio ai vicini? Ho fatto solo qualche festa – ha sottolineato – ma non troppo rumorosa”.

“Un Casamonica mi ha invitato a prendere un caffè. No grazie, preferisco altre frequentazioni”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, una volta arrivato sul posto.”Inseguiremo i delinquenti quartiere per quartiere, villa per villa, negozio per negozio” ha aggiunto. “Quindi il caffè se lo prendesse con qualcun altro”.

Alle spalle della villa è stato anche allestito uno spazio per una conferenza stampa con bandiere e sedie per i giornalisti. Anche se, ci tiene a sottolineare il presidente della Regione Lazio, questa “non è una parentesi per farsi fotografie, ma è l’espressione di una politica che sta migliorando la vita di tanti quartieri. Abbiamo iniziato anni fa e non ci fermeremo mai”. E quindi: “Viva la rigenerazione della vita dei quartieri e soprattutto delle periferie spesso abbandonate alla criminalità, perché” ha continuato, “hon vogliamo distruggere, ma ricostruire e dimostrare che quello che si toglie alle mafie si può dare alle persone. Questa area verrà data al comitato di quartiere. Qui giocheranno bimbe e bimbi. La parola confisca è corretta ma la parola più bella è il bene comune – ha concluso – Quando c’è la legalità torna la libertà della vita. Bisogna fare un salto culturale. Prima quando la gente veniva qui aveva quasi paura: ora i cittadini saranno protagonisti della gestione degli spazi”.

Zingaretti ha infine spiegato che: “La prossima settimana prenderemo in gestione come Regione almeno 40 manufatti di un pacchetto di circa 491, ovviamente non solo dei Casamonica. Si tratta di beni confiscati, quindi di un lavoro molto ma molto importante”. Tra questi manufatti di cui la Regione si farà carico la prossima settimana, 34 sono su Roma e 6 su Cassino. Tra i 491 beni rientra anche la villa a Sacrofano dove risiedeva Massimo Carminati.


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