LAS VEGAS – Cristiano Ronaldo non sarà incriminato e processato per stupro. Sono state le parole del procuratore titolare del fascicolo, Steve Wolfson, a spiegare che “sulla base della revisione delle informazioni presentate, le accuse di abuso sessuale contro Cristiano Ronaldo non possono essere dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio”. E per questo, “non saranno contestati capi d’accusa al calciatore”. Con ogni probabilità, l’ultimo atto della vicenda che da dieci anni ha gettato sul fuoriclasse della Juventus l’ombra di un’accusa pesantissima. Quella della modella Kathryn Mayorga, che nel 2009 passò a Los Angeles una notte insieme a CR7: era l’estate del suo trasferimento al Real, quella della definitiva consacrazione nell’Olimpo del calcio. Dopo quella notte trascorsa nella suite di Ronaldo, però, la ragazza si presentò alla Polizia di Las Vegas denunciando uno stupro, pur senza rivelare il nome del responsabile.

Soltanto nel 2018 però la vicenda è emersa in modo deflagrante, con le rivelazioni del settimanale tedesco Der Spiegel. Meno di un anno dopo i fatti, i legali della ragazza firmarono, con quelli del fuoriclasse, un accordo di riservatezza strettissimo: secondo lo Spiegel, in cambio del silenzio la giovane aveva ricevuto 375 mila dollari dal fuoriclasse. Unica condizione, una lettera che i legali del calciatore avrebbero dovuto consegnargli, e che invece omisero di dare a Ronaldo. Una lettera con accuse forti (“Vorrei dire al mondo chi sei davvero”, una delle frasi). Il giocatore ha sempre rifiutato le accuse, definendole ripetutamente “fake news” e ripetendo – anche in alcune missive con i propri legali rivelate nel caso Football Leaks – che lei fosse consenziente. La stessa ragazza le invece poi confermate in una denuncia alla polizia del Nevada e in un’intervista (“Dissi ripetutamente di no”) inequivocabile. A gennaio la polizia arrivò a chiedere il prelievo di un campione di Dna di CR7, a cui aveva fatto seguito la precisazione del suo avvocato: “Ronaldo ha sempre sostenuto che quanto accaduto a Las Vegas nel 2009 fu un incontro consensuale, per cui non sorprende che ci fosse presenza di Dna”. Una difesa preventiva.

A giugno il colpo di scena, o almeno tale era parso: circolò la notizia che Mayorga avesse ritirato la denuncia per stupro. Indiscrezione però durata lo spazio di una giornata, prima della smentita del suo avvocato: “La denuncia ritirata l’abbiamo presentata negli stessi identici termini a un tribunale federale a causa delle norme diverse riferite ai cittadini stranieri. Fondamentalmente abbiamo cambiato sede, ma le richieste rimangono”. Almeno fino a oggi, quando il procuratore Wolfson ha messo la parola fine alla vicenda.

 


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